
I tramezzini di Rocco Schiavone
Il nuovo libro di Manzini per la serie “Il vice questore Rocco Schiavone”
Introduzione
Con la scusa dei tramezzini — che, per chi ama Roma, restano inimitabili — Antonio Manzini accompagna il lettore in un viaggio dentro la vita di Rocco Schiavone. Non un nuovo caso investigativo, ma una raccolta di racconti che ricostruisce frammenti del passato del vicequestore, dalle inquietudini della giovinezza fino agli anni della maturità professionale.
Come spesso accade nelle uscite estive, anche questo volume sceglie la formula del racconto breve. Non una storia unica, quindi, ma una serie di episodi che arricchiscono il mosaico umano di uno dei personaggi più amati del noir italiano.
Aneddoti personali
Antonio Manzini è uno dei miei scrittori preferiti. Non a caso queste sono le recensioni dei suoi libri:
– serie Rocco Schiavone
👉 Recensione de: Sotto mentite spoglie (Il vicequestore Rocco Schiavone) di Antonio Manzini 23 novembre 2025
👉 Recensione de: “Il passato è un morto senza cadavere” di Antonio Manzini 11 novembre 2024
👉 Recensione di “Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Sud America? di Antonio Manzini 23 novembre 2023
👉 Recensione di ELP di Antonio Manzini 10 luglio 2023
👉 Recensione di: “Le ossa parlano” di Antonio Manzini 29 gennaio 2022
👉 Recensione di “Vecchie conoscenze” di Antonio Manzini 21 settembre 2021
– altri personaggi
👉 Recensione di “Tutti i particolari in cronaca” di Antonio Manzini 19 gennaio 2024
Recensione
Il libro raccoglie momenti diversi della vita di Rocco Schiavone. Si torna agli anni della scuola, agli amici di sempre, ai primi rapporti che contribuiranno a formare il suo carattere ruvido e disincantato. C’è spazio per la Roma della giovinezza, per le esperienze che hanno segnato il protagonista e per il dolore che continua ad accompagnarlo.
Naturalmente ritorna anche Marina, la donna che ha rappresentato il grande amore della sua vita e la cui morte continua a pesare come un’ombra su ogni romanzo della serie. Manzini riprende inoltre alcuni episodi già sfiorati nei libri precedenti, sviluppando vicende rimaste sullo sfondo, come quella che coinvolge la giornalista con cui Schiavone vive una relazione tanto complicata quanto incompiuta.
Più che una raccolta di racconti investigativi, il volume è un insieme di tasselli che completano la biografia emotiva del protagonista. Chi conosce bene la serie ritroverà atmosfere familiari, piccoli dettagli e riferimenti che aiutano a comprendere meglio il carattere di Schiavone, le sue fragilità e le ragioni del suo cinismo.
Proprio questa, però, rappresenta anche la principale differenza rispetto ai romanzi tradizionali. L’assenza di un’unica trama portante rende la lettura inevitabilmente più frammentata. Ogni racconto funziona autonomamente, ma il passaggio continuo da un periodo all’altro della vita del protagonista non permette di costruire quella tensione narrativa che caratterizza le indagini più celebri del vicequestore.
Conclusioni
L’ho scritto più volte nelle recensioni dedicate ai suoi libri: Antonio Manzini è uno degli autori italiani che preferisco e il numero di romanzi letti ne è la dimostrazione.
Questa volta, però, la sensazione è stata diversa. Ho fatto più fatica del solito ad appassionarmi, non perché il libro sia scritto male — tutt’altro, la qualità della scrittura resta quella che contraddistingue Manzini — ma perché mi è mancato il filo conduttore che rende così coinvolgenti le indagini di Rocco Schiavone.
I racconti sono piacevoli, spesso malinconici e utili per approfondire la psicologia del protagonista. Tuttavia, chi si avvicina al libro aspettandosi un nuovo grande caso investigativo potrebbe rimanere parzialmente spiazzato.
Resta una lettura consigliata soprattutto ai lettori più affezionati a Rocco Schiavone, interessati a conoscerne meglio il passato e le sfumature più intime. Per chi cerca il Manzini delle grandi inchieste, invece, i romanzi della serie restano, a mio avviso, di un altro livello.
Citazioni

Note
Letto su kindle
