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UniCredit smentisce Banco BPM, ma non il risiko: Orcel aspetta gli sportelli. E intanto guarda a Generali

Immagine creata da ChatGPT in relazione al contenuto del post

Dopo una settimana nella quale sembrava che Andrea Orcel fosse pronto a tornare su Banco BPM addirittura attraverso un accordo con Crédit Agricole, arriva una smentita che va presa sul serio ma che, letta attentamente, racconta qualcosa di forse ancora più interessante: UniCredit sostiene che le indiscrezioni su un proprio interesse per Banco BPM siano “senza fondamento”, ma nello stesso momento fa sapere di essere pronta a valutare filiali e altri asset che il grande risiko italiano potrebbe costringere qualcuno a mettere sul mercato. La banca si definisce un semplice “osservatore”, ma è un osservatore con il portafoglio aperto.

E qui bisogna ricordare quello che che abbiamo detto soltanto pochi giorni fa e soprattutto quello che avevamo anticipato già il 10 luglio: allora avevamo ragionato sulla possibilità che Orcel, invece di lanciarsi nuovamente all’assalto dell’intera Banco BPM entrando ancora una volta in rotta di collisione con Crédit Agricole, potesse trovare più conveniente approfittare della grande riorganizzazione del sistema bancario per scegliere soltanto gli asset realmente utili alla strategia di UniCredit.


👉 UniCredit guarda di nuovo all’Italia: mentre Commerz aspetta il via libera, Orcel torna a studiare Banco BPM 10 luglio
👉 UniCredit torna su Banco BPM? Spunta l’alleanza impossibile con Crédit Agricole e la Borsa ci crede. Lo avevo scritto il 10 luglio 22 settembre


La notizia di oggi non conferma naturalmente le nostre ipotesi di allora, ma rende quella chiave di lettura decisamente attuale.

Banco BPM no. Ma gli sportelli di Banco BPM potrebbero interessare

E’ una contraddizione? Potrebbe essere esattamente il modo nel quale Orcel intende partecipare al risiko italiano senza impegnare decine di miliardi in un’altra grande acquisizione proprio mentre sta combattendo la sua partita più importante in Germania.
Sul tavolo ci sono infatti almeno due processi capaci di produrre dismissioni. Il primo è l’operazione di Intesa Sanpaolo su MPS, il secondo è l’eventuale aggregazione tra Banco BPM e Crédit Agricole Italia. A questi si aggiunge la partita già aperta tra MPS e Banco BPM, sulla quale l’Antitrust ha avviato il procedimento relativo alla concentrazione.
E allora il ragionamento cambia completamente: Orcel potrebbe non avere bisogno di comprare una banca per rafforzare UniCredit in Italia; potrebbe aspettare che siano gli altri a fondersi e poi acquistare ciò che saranno costretti a vendere.
Una strategia molto meno spettacolare di un’Ops, ma anche molto meno rischiosa.

Il risiko potrebbe trasformarsi nel supermercato di Orcel

Pensiamo per un momento a quello che potrebbe accadere nei prossimi mesi. Se alcune delle grandi aggregazioni oggi sul tavolo andassero a buon fine, le autorità della concorrenza potrebbero imporre cessioni nelle aree geografiche dove la sovrapposizione delle reti diventasse eccessiva. Non sappiamo ancora quali sportelli, quanti sportelli e a quali condizioni: questo dipenderà dall’esito delle singole operazioni e dalle decisioni delle autorità.
Ma sappiamo che UniCredit si è già candidata a guardare ciò che eventualmente finirà sul mercato.
Ed è qui che la definizione di “osservatore” diventa interessante. Perché un conto è osservare il risiko aspettando che finisca, un altro è aspettare che il risiko produca occasioni da comprare.
La seconda interpretazione sembra molto più coerente con quello che Piazza Gae Aulenti ha appena comunicato.
La stessa reazione della Borsa dimostra che la smentita su Banco BPM non è stata interpretata come un disimpegno di UniCredit dall’Italia: venerdì il titolo della banca è salito del 2,15%, mentre Banco BPM ha guadagnato l’1,14%, MPS l’1,27%, BPER circa il 2% e Intesa Sanpaolo poco meno dell’1%.

Castagna: Banco BPM può stare da sola. Oppure scegliere un partner

Nel frattempo Giuseppe Castagna continua a difendere con forza la posizione di Banco BPM e respinge la convenienza dell’offerta arrivata da MPS, sostenendo che sia a sconto anziché a premio e che, proprio per effetto della passivity rule, impedisca alla banca di sviluppare liberamente strategie alternative.
Il messaggio dell’amministratore delegato è però ancora più interessante quando guarda al futuro: Banco BPM, sostiene Castagna, può avere un futuro importante stand alone oppure insieme ai partner che soci e banca riterranno opportuno scegliere. E il primo socio è naturalmente Crédit Agricole con il suo 29,3%.
Dunque la smentita di UniCredit restringe il campo, ma non risolve affatto la partita di Piazza Meda.
E nemmeno cancella completamente la suggestione di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi.
Se Banco BPM e Crédit Agricole Italia dovessero davvero aggregarsi, infatti, proprio da quell’operazione potrebbero emergere attività da cedere per ragioni concorrenziali; ed è precisamente a quel genere di opportunità che UniCredit dice oggi di essere interessata.
Insomma, Orcel potrebbe non comprare Banco BPM ma finire comunque per comprare qualche pezzo del nuovo Banco BPM.

E c’è un’altra partita ancora più grande: Generali

Fin qui siamo nel terreno relativamente solido delle dichiarazioni di UniCredit. Ma Il Giornale aggiunge un secondo scenario, molto più ambizioso e che va trattato come tale: secondo Marcello Astorri sarebbero stati avviati contatti preliminari tra UniCredit e Generali per verificare un possibile ampliamento della collaborazione nel settore assicurativo e nel risparmio gestito.
Secondo questa ricostruzione, il dialogo sarebbe attualmente in stand-by e potrebbe diventare più concreto nel corso del 2027.
Qui i pezzi del puzzle cominciano davvero a diventare parecchi.
UniCredit e Generali collaborano già nell’Europa centro-orientale e l’ipotesi sarebbe quella di allargare progressivamente il rapporto. Il 2027 rappresenterebbe uno snodo particolarmente importante perché arriveranno a scadenza alcuni degli attuali accordi distributivi di UniCredit e potrebbero quindi aprirsi nuovi spazi sia nell’asset management sia nella bancassicurazione. Secondo la ricostruzione pubblicata da Il Giornale, proprio questa prospettiva potrebbe avere conseguenze anche sui rapporti competitivi con Allianz.
E qui torna inevitabilmente Commerzbank.

Se nasce UniCredit-Commerzbank, cambia anche la partita assicurativa

Abbiamo raccontato nei giorni scorsi il cambio di tono impressionante avvenuto in Germania: Bettina Orlopp ormai discute apertamente dell’integrazione con UniCredit e ha inserito tra le possibili strutture anche quella fusione inversa nella quale Commerzbank acquisirebbe Hvb pagando UniCredit in azioni, vedi post UniCredit-Commerzbank, Orlopp mette la fusione inversa sul tavolo. Ora il vero scontro è su chi comanderà 25 settembre.
La partita è ancora aperta e non esiste una struttura definitiva, ma UniCredit ha già predisposto gli strumenti societari necessari alla propria offerta su Commerzbank: il consiglio ha deliberato il 10 settembre l’aumento di capitale riservato all’operazione, utilizzando la delega ricevuta dall’assemblea del 4 maggio.
Se il progetto tedesco arrivasse davvero al traguardo, UniCredit disporrebbe di una piattaforma distributiva molto più grande nella prima economia europea. Ed è proprio questo che rende interessante l’ipotesi Generali: un eventuale rafforzamento della collaborazione non riguarderebbe più soltanto la rete italiana di UniCredit o i mercati dell’Est europeo, ma potrebbe teoricamente trovare un enorme spazio di sviluppo anche in Germania.
A quel punto la questione toccherebbe inevitabilmente Allianz, leader del mercato assicurativo tedesco e attuale partner di UniCredit in alcune attività. Ma qui è necessario fermarsi un attimo: l’idea di un futuro asse UniCredit-Commerzbank-Generali è uno scenario giornalistico, non un accordo annunciato, e tanto meno possiamo considerare già decisa una sostituzione di Allianz.
È però uno scenario che merita di essere seguito perché collega tre dossier che fino a poco tempo fa sembravano separati: Commerzbank, Generali e la riorganizzazione del mercato italiano..


Il Sole 24 Ore, R. Fi., “UniCredit: interessi solo per gli asset del risiko”, 26 settembre 2026;
La Stampa, Michele Chicco, “UniCredit guarda al risiko: ‘Valuteremo l’acquisto degli sportelli Bpm’”, 26 settembre 2026;
Il Giornale, Marcello Astorri, “UniCredit-Commerz, Allianz sul chi va là. La campagna di Orcel apre la strada al Leone”, 26 settembre 2026.
La posizione ufficiale di UniCredit sull’essere “osservatore” e sulla disponibilità a valutare filiali o specifici asset è riportata da Radiocor/Borsa Italiana.
Per la parte Commerzbank documentazione ufficiale UniCredit sull’offerta e sull’aumento di capitale.


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Pubblicato da Massimo Masi

Blog di Massimo Masi. Bolognese di nascita, piantato nella pianura, con una forte propaggine verso il mare. Non sono più quello di ieri, non so come sarò domani. Ma posso dirti come sono oggi, con i miei ieri (Alda Merini)

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