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UniCredit guarda di nuovo all’Italia: mentre Commerz aspetta il via libera, Orcel torna a studiare Banco BPM

La conquista di Commerzbank non chiude la stagione del risiko bancario europeo. Al contrario, potrebbe aprirne una nuova. Mentre in Germania si attende il lungo percorso autorizzativo che dovrà portare UniCredit al controllo effettivo della seconda banca tedesca, Andrea Orcel sembra tornare a guardare con attenzione al mercato italiano.

È questa la novità che emerge dagli articoli pubblicati da MF-Milano Finanza, Corriere della Sera e Repubblica. Da una parte Bettina Orlopp (nella foto) cerca di rassicurare dipendenti e clienti di Commerzbank, ribadendo di voler restare alla guida dell’istituto fino al 2029; dall’altra, secondo le indiscrezioni raccolte da MF, il consiglio di amministrazione di UniCredit potrebbe iniziare a ragionare sulle prossime mosse strategiche proprio sul fronte italiano.

La partita tedesca entra nella seconda fase

Il successo dell’Ops ha consegnato a UniCredit una posizione senza precedenti. Sommando azioni, adesioni all’offerta e strumenti derivati, Piazza Gae Aulenti ha ormai raggiunto una partecipazione che le consentirà di esercitare il controllo della governance di Commerzbank, una volta ottenuti tutti i via libera regolamentari.
Ma proprio qui nasce il primo problema.
L’iter autorizzativo richiederà diversi mesi. La BCE dovrà autorizzare il superamento del 30%, seguiranno le verifiche delle autorità antitrust europee e tedesche e solo successivamente potranno essere trasferiti definitivamente i diritti di voto.
Questo significa che, almeno fino all’autunno, Orcel non potrà intervenire direttamente nella gestione della banca tedesca.
È una pausa solo apparente.

Bettina Orlopp: “Il mio mandato scade nel 2029”

La prima risposta arriva proprio dalla numero uno di Commerzbank.
Intervistata dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung, Bettina Orlopp ha escluso qualsiasi ipotesi di dimissioni anticipate. Il suo messaggio è molto chiaro:

  • il contratto resta valido fino al 2029;
  • continuerà a lavorare finché avrà la fiducia del Consiglio di Sorveglianza;
  • la banca non intende farsi destabilizzare dall’arrivo di UniCredit.

Nello stesso tempo, però, il linguaggio utilizzato è cambiato rispetto ai mesi scorsi.
Se prima prevalevano le chiusure, oggi Orlopp parla apertamente di “dialogo costruttivo” con UniCredit, pur ribadendo la necessità di tutelare clienti, lavoratori e interessi dell’economia tedesca.
È un cambio di tono che non passa inosservato.
La battaglia politica continua, ma sul piano manageriale comincia a emergere un approccio più pragmatico.

Il tempo delle autorizzazioni libera Orcel

Ed è proprio questo periodo di attesa che potrebbe consentire a Orcel di tornare protagonista in Italia.
Secondo MF-Milano Finanza, il consiglio di amministrazione di UniCredit dovrebbe discutere anche delle possibili opportunità domestiche.
Non si tratta di un cambio di strategia.
Piuttosto, della possibilità di utilizzare i prossimi mesi per preparare altre operazioni mentre il dossier Commerz resta nelle mani delle autorità di vigilanza.
Del resto UniCredit continua a presentare caratteristiche che pochi concorrenti europei possono vantare:

  • elevata redditività;
  • continua generazione di capitale;
  • una capitalizzazione di mercato superiore ai 120 miliardi di euro;
  • un titolo cresciuto di quasi il 30% negli ultimi mesi.

In altre parole, la banca dispone ancora di una notevole potenza di fuoco.

Banco BPM torna al centro del risiko?

L’ipotesi che torna ciclicamente è sempre la stessa: Banco BPM. Solo poche settimane fa Orcel aveva dichiarato di voler essere “semplice osservatore” del risiko italiano.
Oggi, però, lo scenario è cambiato.
L’Opas di Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi, il ruolo di Unipol e la presenza sempre più forte di Crédit Agricole nel capitale di Banco BPM hanno completamente modificato gli equilibri.
Secondo gli analisti citati da MF, proprio Banco BPM potrebbe tornare a rappresentare il dossier più interessante per UniCredit.
Non sarebbe più l’operazione ostacolata dal Governo con il Golden Power come accaduto nel 2025.
Anzi.
Una fusione UniCredit-Banco BPM potrebbe essere letta come una soluzione capace di mantenere italiano uno dei principali gruppi bancari del Paese.
Naturalmente resterebbe da risolvere il nodo Crédit Agricole.

Come convincere Crédit Agricole

È qui che le indiscrezioni diventano particolarmente interessanti.
Secondo MF, UniCredit potrebbe costruire un pacchetto di compensazioni capace di convincere il gruppo francese a fare un passo indietro.
Tra le ipotesi:

  • rinuncia di UniCredit alla gara per BdM Banca (ex Popolare di Bari), lasciando spazio proprio ad Agricole;
  • cessione di parte della rete di sportelli che diventerebbe eccedente dopo una eventuale fusione;
  • mantenimento di alcune partnership industriali, soprattutto nel credito al consumo;
  • possibili collaborazioni nel risparmio gestito;
  • concambio con azioni UniCredit, oggi particolarmente apprezzate dal mercato.

Per ora siamo nel campo delle ricostruzioni giornalistiche e delle ipotesi finanziarie. Ma dimostrano che il mercato continua a considerare Orcel uno dei protagonisti destinati a scrivere anche il prossimo capitolo del consolidamento bancario italiano.

Il commento di Max

Fino a pochi giorni fa Orcel ripeteva di essere soltanto uno spettatore del risiko italiano. Oggi continua formalmente a dirlo, ma intanto il mercato torna a parlare di Banco BPM, di Crédit Agricole e persino della Popolare di Bari.
È il classico stile del banchiere siciliano: mentre tutti osservano la partita più evidente, lui prepara quella successiva.
La sensazione è che la conquista di Commerzbank abbia rafforzato ulteriormente la posizione negoziale di UniCredit. Se davvero nei prossimi mesi arriveranno le autorizzazioni europee, Orcel potrà tornare a guardare all’Italia con una forza ancora maggiore.
Il risiko, quindi, è tutt’altro che finito. Forse siamo soltanto all’inizio del secondo tempo.


Corriere della Sera (Andrea Rinaldi, 10 luglio 2026); la Repubblica (Giovanni Pons, 10 luglio 2026); MF-Milano Finanza (Luca Gualtieri e Fabrizio Massaro, 10 luglio 2026).


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Pubblicato da Massimo Masi

Blog di Massimo Masi. Bolognese di nascita, piantato nella pianura, con una forte propaggine verso il mare. Non sono più quello di ieri, non so come sarò domani. Ma posso dirti come sono oggi, con i miei ieri (Alda Merini)

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