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Poste conquista TIM: i 30 centesimi hanno funzionato, Del Fante arriva al 66,63%

I 30 centesimi sono bastati. Eccome se sono bastati.

Immagine creata da Gemini su prompt di ChatGPT costruita in base al contenuto del post

Tre giorni fa, commentando il rilancio dell’Opas di Poste Italiane su TIM, avevamo lasciato aperta proprio questa domanda.
Poste aveva aumentato da 1,67 a 1,97 euro la componente cash dell’offerta, lasciando invariato il concambio di 0,218 azioni Poste per ogni azione TIM, e contemporaneamente aveva rinunciato alla condizione minima del 66,67%.


👉 Poste rilancia su TIM: 30 centesimi in più e addio alla soglia del 66,7% 8 settembre


Allora le adesioni erano ancora modestissime. Alla chiusura della prima fase dell’Opas, invece, Poste è arrivata al 66,627% del capitale di TIM. Un risultato che cambia completamente lo scenario. E che è arrivato con un autentico sprint nell’ultima giornata.

Da quasi ferma al 66,63%

I numeri raccontano meglio di qualsiasi commento quello che è successo. Alla chiusura dell’offerta sono state consegnate complessivamente 993.608.722 azioni TIM, equivalenti al 58,230% delle azioni oggetto dell’Opas e al 46,523% dell’intero capitale della società. Poste possedeva già 429.363.990 azioni, pari al 20,104% di TIM.


La somma porta quindi il gruppo guidato da Matteo Del Fante (nella foto) a: 1.422.972.712 azioni TIM, pari al 66,627% del capitale. Ma il dato impressionante è un altro. Soltanto nell’ultima giornata sono state consegnate 635.897.378 azioni. In pratica, gran parte dell’Opas si è decisa nelle ultimissime ore. È un comportamento abbastanza tipico delle grandi offerte pubbliche, soprattutto quando nel capitale sono presenti fondi e investitori istituzionali che attendono fino all’ultimo momento prima di scoprire le proprie carte. Ma in questo caso il salto è stato davvero notevole.

Quei 30 centesimi hanno cambiato tutto

Ed eccoci al punto che ci interessa maggiormente. Fino a pochi giorni fa Poste aveva ottenuto adesioni molto contenute. Poi, il 7 settembre, è arrivato il rilancio: 1,97 euro cash + 0,218 azioni Poste per ogni azione TIM.

Trenta centesimi in più rispetto agli iniziali 1,67 euro. Una variazione apparentemente piccola, ma che ha modificato completamente l’equilibrio dell’offerta. Come avevamo calcolato proprio alla vigilia del rilancio, l’Opas originaria aveva perso per strada il premio del 9,01% riconosciuto al momento del lancio di marzo. Con l’aumento delle quotazioni di TIM, l’offerta era arrivata addirittura a valere meno del titolo sul mercato. Perché consegnare una TIM all’Opas se vendendola direttamente in Borsa si poteva ottenere di più?

Il rilancio ha eliminato questa anomalia. Alla chiusura di venerdì TIM valeva 7,62 euro, mentre Poste quotava 26,06 euro. Il nuovo corrispettivo dell’Opas valeva quindi: 26,06 × 0,218 + 1,97 = circa 7,65 euro.

Pochi centesimi di premio. Ma evidentemente sono stati sufficienti. TIM ha chiuso venerdì in rialzo dell’1,82% e Poste dell’1,92%.

Dal 4,9% al boom finale

Il confronto con la situazione dell’8 settembre è ancora più significativo. Quando Poste annunciò il rilancio, le adesioni erano ferme intorno al 4,9% del capitale TIM. Il 10 settembre Poste era salita complessivamente a circa il 36,8% del capitale, con le adesioni all’offerta che erano praticamente raddoppiate in una sola giornata. Poi è arrivato venerdì 11 settembre. E il contatore è schizzato al 66,63%.

Insomma, il mercato ha aspettato fino all’ultimo. Ma alla fine ha detto sì.

Quel curioso 66,627%

C’è però una piccola curiosità numerica. Poste ha raggiunto il 66,627%. La soglia inizialmente prevista dall’Opas era il 66,67%. La differenza è appena dello 0,043% del capitale. Siamo quindi a un soffio dai due terzi esatti. È quasi paradossale: pochi giorni dopo aver rinunciato proprio alla condizione del 66,67%, Poste arriva praticamente sulla soglia.

Ma la partita non è ancora terminata. Dal 21 al 25 settembre l’offerta verrà riaperta per altri cinque giorni di Borsa. Gli azionisti TIM che aderiranno durante questa seconda finestra riceveranno lo stesso corrispettivo e il pagamento avverrà il 2 ottobre. Per le azioni consegnate durante la prima fase, invece, il pagamento è previsto il 18 settembre.

A questo punto appare altamente probabile che Poste superi definitivamente i due terzi del capitale.

E adesso il 90%?

Il prossimo numero da osservare diventa quindi 90%. Perché raggiungere quella quota aprirebbe la strada verso l’obiettivo originario di Poste: togliere TIM dalla Borsa e procedere al delisting. Qui, però, la strada appare decisamente più complicata.

Poste dovrebbe conquistare nella riapertura dell’offerta una parte molto consistente delle azioni ancora sul mercato. Milano Finanza sottolinea proprio come il nuovo obiettivo possa diventare il 90%, necessario per avvicinarsi allo squeeze-out e alla completa uscita di TIM da Piazza Affari.

La Repubblica osserva invece che raggiungere il 90% appare possibile sulla carta, ma decisamente meno probabile, anche perché una quota importante del capitale rimasto fuori dall’offerta sarebbe detenuta dagli investitori retail. Ed è probabilmente qui che si giocherà la seconda partita.

Nasce il colosso Poste-TIM

Al di là delle percentuali, il risultato della prima fase dell’Opas rende ormai concreto il progetto industriale di Del Fante. Poste acquisisce il controllo di TIM e prepara la costruzione di un gruppo che dovrebbe avere circa 150 mila dipendenti e integrare telecomunicazioni, servizi finanziari, assicurazioni, pagamenti, energia, logistica, identità digitale, cloud e infrastrutture tecnologiche. È una trasformazione enorme.

Poste aveva già annunciato che il nuovo piano industriale del gruppo integrato sarà presentato all’inizio del 2027. Le sinergie erano state inizialmente quantificate in almeno 700 milioni di euro all’anno, ma il management ha successivamente lasciato intendere che potrebbero essere superiori.

E qui comincerà probabilmente la fase più delicata. Perché conquistare TIM è una cosa. Integrare due gruppi di queste dimensioni, con storie, culture aziendali e organizzazioni profondamente diverse, sarà tutta un’altra partita.

Tre giorni fa avevamo concluso il nostro articolo con una domanda: “30 centesimi saranno sufficienti?” Adesso abbiamo la risposta. Sì.

E probabilmente sono stati molto più efficaci di quanto potessimo immaginare. Il passaggio dal 4,9% delle adesioni alla vigilia del rilancio al 66,63% complessivamente controllato da Poste dimostra che il problema dell’offerta non era il progetto industriale. Era soprattutto il prezzo. Gli azionisti hanno aspettato. Poste ha aggiunto 30 centesimi. E gli azionisti hanno consegnato le azioni.

Naturalmente sarebbe troppo semplicistico sostenere che tutto sia dipeso esclusivamente da quei 30 centesimi. I grandi fondi spesso attendono gli ultimi giorni delle offerte prima di aderire e Pietro Labriola lo aveva ricordato. Ma la sequenza temporale resta difficile da ignorare.

Finora abbiamo parlato di azioni, concambi, premi, percentuali e miliardi. Dal 2027 dovremo cominciare a parlare soprattutto di persone, organizzazione, sovrapposizioni, intelligenza artificiale, reti commerciali, risparmi di costo e occupazione. Perché le sinergie da 700 milioni sono un bellissimo numero scritto su una presentazione finanziaria. Bisognerà vedere dove verranno trovate. Quella sarà la vera partita di Poste-TIM.


  • la Repubblica, Emma Bonotti, “Poste conquista Tim, offerta a segno nel finale”, 12 settembre 2026.
  • Corriere della Sera, Francesco Bertolino, “Poste supera il 66,6% di Tim e prende il pieno controllo della compagnia telefonica. Boom di adesioni all’Opas”, 11 settembre 2026.
  • La Stampa, Giovanni Turi, “Poste supera il 66,6% di Tim con l’Opas. E prende la maggioranza dell’assemblea”, 12 settembre 2026.
  • Milano Finanza, Alberto Mapelli e Anna Messia, “Opas Poste su Tim, ora è fatta: Del Fante arriva al 66,6%. E con la riapertura punta al 90% per lo squeeze-out”, 11 settembre 2026.
  • Reuters, “Poste Italiane secures 66.6% of Telecom Italia at end of offer period”, 11 settembre 2026.
  • ANSA, “Poste al 66,63% di Tim, adesioni al 58,2297% dell’offerta”, 11 settembre 2026.
  • Il Sole 24 Ore Radiocor/Borsa Italiana, risultati provvisori dell’Opas Poste-TIM, 11 settembre 2026: 993.608.722 azioni apportate e partecipazione complessiva di Poste al 66,627%.

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Pubblicato da Massimo Masi

Blog di Massimo Masi. Bolognese di nascita, piantato nella pianura, con una forte propaggine verso il mare. Non sono più quello di ieri, non so come sarò domani. Ma posso dirti come sono oggi, con i miei ieri (Alda Merini)

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