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CIA Unipol, dopo il tavolo di partenza arriva la riunione per decidere quando cominciare. La trattativa può attendere?

Immagine generata da ChatGPT in relazione al contenuto del post

Devo confessare che, quando ho letto l’ultima comunicazione delle organizzazioni sindacali sul rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale di Unipol, ho avuto un momento di esitazione, perché dopo il famoso comunicato intitolato “Al tavolo di partenza”, che avevamo già commentato con una certa ironia (vedi post CIA Unipol, arriva il comunicato ufficiale: era meglio quello inventato da Gemini! 13 ottobre), pensavo che il prossimo aggiornamento avrebbe finalmente riguardato qualche contenuto concreto della trattativa, magari una prima risposta aziendale alle richieste sindacali oppure un’indicazione sulle questioni economiche, sul welfare, sull’organizzazione del lavoro e sulle tante materie che attendono da tempo di essere affrontate.
Invece, il comunicato arrivato ci informa che giovedì 29 ottobre i coordinatori delle cinque organizzazioni sindacali incontreranno l’Azienda per definire gli aspetti metodologici e organizzativi e concordare un calendario di incontri per l’avvio della trattativa CIA.
Avete letto bene. Dopo la presentazione della piattaforma sindacale, dopo il primo incontro del 17 settembre, dopo quello del 9 ottobre e dopo settimane di attesa, siamo arrivati alla convocazione di una riunione nella quale si dovrà decidere come organizzare gli incontri successivi.
Naturalmente definire un calendario e stabilire le modalità di svolgimento di una trattativa è un’attività normale e necessaria, soprattutto quando le materie da affrontare sono numerose e complesse, e non intendo certamente sostenere che una negoziazione debba procedere senza metodo o senza una programmazione condivisa.
Ma qualche domanda, permettetemelo, comincia a sorgere spontanea.

Una trattativa che deve ancora organizzare la propria partenza

Ricostruiamo brevemente il percorso, perché le date aiutano a comprendere meglio la situazione.
Il Contratto Integrativo Aziendale è scaduto il 31 dicembre 2024 ed è stato successivamente prorogato, mentre la piattaforma sindacale per il rinnovo relativo al triennio 2025-2027 è stata presentata nel giugno di quest’anno.

Il primo incontro tra Azienda e organizzazioni sindacali si è svolto il 17 settembre, seguito da un secondo appuntamento il 9 ottobre, al termine del quale le sigle hanno diffuso, con qualche giorno di ritardo, un comunicato intitolato “Al tavolo di partenza”, ricco di riferimenti alla responsabilità reciproca, alla condivisione degli obiettivi e alla necessità di sviluppare un percorso negoziale organico e complessivo.
Come avevo osservato allora, il problema non era certamente pretendere un accordo dopo due incontri, ma riuscire a comprendere che cosa fosse stato effettivamente discusso, quali posizioni fossero emerse e soprattutto come sarebbe proseguito il confronto.
Adesso, finalmente, abbiamo una data: il 29 ottobre.
Ma non sarà, almeno secondo quanto comunicato, una riunione dedicata direttamente alle rivendicazioni contenute nella piattaforma, bensì un incontro per definire gli aspetti metodologici e organizzativi e stabilire il calendario della trattativa.

Insomma, dopo il tavolo di partenza, siamo arrivati alla riunione per organizzare la partenza.

A questo punto mi viene da pensare che il prossimo comunicato potrebbe informarci dell’avvenuta condivisione della necessità di dare concreta attuazione al calendario condiviso, naturalmente nel rispetto dei ruoli e con reciproco senso di responsabilità.
Scherzo, naturalmente.
Ma fino a un certo punto.

Il calendario è importante, ma il tempo trascorso lo è ancora di più

Vorrei chiarire subito una cosa, soprattutto a beneficio di chi ritiene che le mie osservazioni siano eccessivamente critiche nei confronti delle organizzazioni sindacali: non contesto la necessità di organizzare correttamente una trattativa, né sottovaluto le difficoltà che possono emergere quando si devono coordinare cinque sigle sindacali e una controparte aziendale di queste dimensioni.
Ho partecipato per molti anni a negoziazioni di ogni livello e conosco bene l’importanza di concordare un metodo di lavoro, individuare le materie da affrontare e stabilire un calendario sufficientemente ravvicinato da consentire un confronto serio.
Proprio per questo, però, mi domando perché tali aspetti non siano stati definiti prima o, quantomeno, in occasione dei due incontri già svolti.
Non conosco ciò che è accaduto al tavolo e non intendo attribuire responsabilità specifiche senza elementi concreti, perché il comunicato non spiega se la necessità di questo ulteriore passaggio sia stata avanzata dall’Azienda, dalle organizzazioni sindacali oppure concordata da entrambe le parti.
Rimane però un fatto: siamo alla fine di ottobre 2026 e la trattativa riguarda un contratto relativo al triennio 2025-2027, del quale è già trascorsa una parte considerevole.
E mentre si discute ancora dell’organizzazione del confronto, i lavoratori continuano ad attendere risposte su questioni economiche e normative che incidono direttamente sulla loro vita professionale e personale.
Penso alle richieste di miglioramento del trattamento economico, al welfare aziendale, alla previdenza e all’assistenza sanitaria, ma anche alla formazione, alla conciliazione tra vita privata e lavoro e alle conseguenze delle trasformazioni tecnologiche e organizzative che stanno interessando il Gruppo.
Non sono questioni che possono essere considerate secondarie, soprattutto in un momento nel quale Unipol sta realizzando operazioni finanziarie e industriali di enorme rilevanza.

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Unipol cambia velocemente. Il CIA molto meno

Proprio negli ultimi giorni abbiamo raccontato come Unipol abbia ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie per l’acquisizione del controllo di fatto di BPER (vedi post Unipol, l’aumento di capitale corre. Cimbri parla di welfare, ma la crescita deve riguardare anche i lavoratori 21 ottobre), mentre l’aumento di capitale da 2,5 miliardi destinato a sostenere il progetto bancario sta procedendo, secondo le dichiarazioni dell’amministratore delegato Matteo Laterza, con un interesse significativo da parte degli investitori.
Abbiamo inoltre commentato il Forum “Welfare, Italia”, durante il quale Carlo Cimbri e lo stesso Laterza hanno richiamato l’importanza della crescita economica, dell’equità, della protezione delle persone e della valorizzazione del capitale umano.
Sono principi che ho dichiarato di condividere e che considero fondamentali anche per il futuro delle relazioni industriali.
Ma proprio alla luce di quelle dichiarazioni diventa difficile non osservare il contrasto tra la rapidità con la quale vengono programmate e realizzate operazioni societarie di grande complessità e i tempi con i quali procede il rinnovo del contratto integrativo dei dipendenti.
Naturalmente non si tratta di attività direttamente comparabili, perché un aumento di capitale segue regole e scadenze differenti da quelle di una trattativa sindacale, ma la capacità di programmare il futuro industriale di un’impresa dovrebbe accompagnarsi anche alla capacità di affrontare tempestivamente le condizioni di lavoro delle persone che contribuiscono a costruire quel futuro.
E questo vale ancora di più considerando le trasformazioni organizzative che potrebbero derivare dal nuovo assetto bancario e dall’utilizzo sempre più diffuso dell’intelligenza artificiale e dell’automazione.
Sarebbe paradossale arrivare a una fase avanzata della riorganizzazione del Gruppo senza avere ancora definito un quadro contrattuale aggiornato e adeguato alle nuove esigenze.

Attenzione a non confondere il metodo con il risultato

La comunicazione sindacale si conclude assicurando che i lavoratori saranno prontamente informati sugli sviluppi e sul prosieguo del confronto, ed è un impegno che accolgo positivamente, perché proprio la qualità e la tempestività dell’informazione sono state al centro delle mie osservazioni nelle scorse settimane.
Questa volta, almeno, abbiamo una data precisa e sappiamo quale sarà l’oggetto dell’incontro, un piccolo passo avanti rispetto alle formulazioni generiche che avevano caratterizzato il precedente comunicato.

Ma credo che sarebbe sbagliato considerarlo sufficiente.

Il 29 ottobre dovrebbe rappresentare l’occasione per definire un calendario serrato, con appuntamenti ravvicinati e materie chiaramente individuate, in modo da entrare finalmente nel merito delle richieste contenute nella piattaforma sindacale.

Concludo con una battuta, perché ormai questa vicenda sembra prestarsi naturalmente all’ironia.

Il primo comunicato ci aveva annunciato che eravamo al tavolo di partenza. Il secondo ci informa che ci incontreremo per decidere come organizzare la partenza.
Mi auguro che il terzo non debba annunciare l’istituzione di un gruppo di lavoro incaricato di verificare se il motore sia acceso.
Perché il CIA Unipol non ha bisogno di un’altra cerimonia di partenza. Ha bisogno che la trattativa cominci davvero.

E possibilmente prima che finisca anche il triennio che dovrebbe disciplinare.

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Pubblicato da Massimo Masi

Blog di Massimo Masi. Bolognese di nascita, piantato nella pianura, con una forte propaggine verso il mare. Non sono più quello di ieri, non so come sarò domani. Ma posso dirti come sono oggi, con i miei ieri (Alda Merini)

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