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CCNL ANIA, il contratto è firmato: 280 euro, più diritti e la partita dell’Intelligenza Artificiale

firma del contratto “CCNL ANIA 2026-2028” su un grande tavolo negoziale, con stretta di mano tra rappresentanti sindacali e datoriali. In primo piano documenti evidenziati con “+280€”, “Una tantum 1.000€”, “Protocollo IA” e “Classi di anzianità tutelate”. Sullo sfondo schermi digitali con grafici in crescita moderata, simboli di Intelligenza Artificiale, welfare, diritto alla disconnessione e giovani lavoratori, ideazione, prompt e immagine di ChatGPT

Alla fine il contratto si è fatto. E, come spesso è accaduto lungo tutta questa trattativa, sono soprattutto i due articoli di Cristina Casadei (nella foto) sul Sole 24 Ore a mettere ordine tra cifre, contenuti e significato politico dell’accordo.


👉Firmato il CCNL ANIA: aumento dell’11,5%, mille euro una tantum e protocollo sull’Intelligenza Artificiale 13 maggio
👉CCNL ANIA, arrivano i testi ma manca il salario: trattativa ancora a metà 5 maggio
👉 CCNL ANIA, svolta sui salari: 250 euro sul tavolo, trattativa nel vivo 22 april2
👉CCNL ANIA, l’aut aut dei sindacati: aumenti o mobilitazione 31 marzo
👉CCNL ANIA, prima fase chiusa senza accordo: ora il bivio del 21 aprile 30 marzo
👉CCNL ANIA 2026, scontro su 36 ore e Fondo di Solidarietà: il confronto resta aperto. Cambi di casacche di sindacalisti 3 marzo
👉CCNL ANIA, trattativa in salita: 36 ore, 330 euro e nodo inquadramenti 18 febbraio
👉CCNL ANIA, la trattativa entra nel vivo: IA e inquadramenti accendono il confronto 17 febbraio
👉Rinnovo CCNL ANIA: parte il confronto, diritti civili e sociali al centro 2 febbraio


Da un lato la cronaca del rinnovo: 280 euro di aumento mensile, una una tantum da 1.000 euro, più permessi, nuove tutele e un protocollo sull’Intelligenza Artificiale. Dall’altro l’intervista al presidente di ANIA, Giovanni Liverani (nella foto), che rivendica la compattezza del fronte datoriale e definisce il rinnovo come il primo risultato importante della nuova governance dell’associazione.

Il rinnovo del CCNL ANIA riguarda i dipendenti delle compagnie assicurative e arriva dopo una trattativa serrata, iniziata con distanze rilevanti e conclusa con un compromesso significativo. I sindacati erano partiti da una richiesta di 330 euro, ANIA aveva aperto con 250 euro, la sintesi finale è arrivata a 280 euro per il quarto livello, settima classe. Un incremento pari a circa l’11,5%, distribuito in tre tranche: 100 euro dal 1° gennaio 2026, altri 100 euro dal 1° gennaio 2027 e 80 euro dal 1° gennaio 2028. La prima tranche, con gli arretrati, arriverà nella busta paga di luglio.

Accanto all’aumento tabellare, l’accordo prevede una una tantum di 1.000 euro come riconoscimento degli arretrati relativi al 2025: 550 euro in busta paga, con possibilità di destinazione al Fondo Pensione per un valore di 638 euro, e 450 euro in welfare. Il contratto avrà vigenza fino al 31 maggio 2028.

Ma ridurre tutto alla cifra sarebbe sbagliato. La vera partita, come emerge chiaramente dagli articoli della Casadei, è stata anche politica e contrattuale. I sindacati rivendicano di aver difeso l’impianto del contratto nazionale, respingendo le proposte più pesanti di ANIA su classi di anzianità e inquadramenti. In particolare, è stata bloccata l’ipotesi di una nuova tabella per i neoassunti con sole otto classi di anzianità e passaggi più lenti. Una proposta che, secondo le organizzazioni sindacali, avrebbe scaricato sulle giovani generazioni il costo della riforma.

Sugli inquadramenti professionali, alla fine, il compromesso è stato molto più limitato: la fungibilità condizionata tra quarto e quinto livello passa da 8 a 12 mesi. Tutto il resto, cioè la riforma strutturale immaginata inizialmente dalle compagnie, non è passato. Ed è qui che il sindacato vede uno dei risultati più importanti: non solo più salario, ma anche difesa del futuro dei giovani e della qualità del lavoro nel settore.

Altro capitolo centrale è quello dell’Intelligenza Artificiale. Il contratto introduce una dichiarazione congiunta e prevede un protocollo con attenzione a trasparenza, formazione e tutela dei lavoratori nei processi di digitalizzazione. Secondo Antonio Zanelli della First Cisl, la dichiarazione chiarisce che l’IA deve essere utilizzata esclusivamente a supporto delle lavoratrici e dei lavoratori. È un passaggio non banale: dopo mesi in cui l’innovazione tecnologica era rimasta sullo sfondo della trattativa, ora entra nel contratto come materia negoziale vera.

Sul piano normativo, l’accordo rafforza diritti civili e sociali: inclusività, tutela delle disabilità, genitorialità con permessi aggiuntivi per i padri, comporto malattia, fragilità, conciliazione vita-lavoro e diritto alla disconnessione. Sulla riduzione dell’orario non arriva il passaggio alle 36 ore settimanali, ma vengono riconosciute ulteriori 6 ore di permesso rispetto alle 8 già esistenti. Viene inoltre introdotto il volontariato di competenza, che sarà disciplinato a livello aziendale.

C’è poi il tema dell’appalto assicurativo. I sindacati sottolineano l’impegno di ANIA a creare le condizioni per superare il dumping contrattuale, uno dei nodi più delicati della filiera. Per i produttori sono previsti incrementi economici aggiuntivi, mentre per i contact center ANIA formula una raccomandazione a tutela occupazionale e professionale in caso di tensioni.

L’intervista di Cristina Casadei a Giovanni Liverani aggiunge un altro livello di lettura. Il presidente di ANIA parla di “contratto più forte” e collega il risultato alla compattezza del fronte associativo, frutto anche della nuova governance. È un punto importante: dopo anni in cui il fronte datoriale appariva meno compatto, questa volta ANIA si presenta unita, con la presenza anche di Unipol al tavolo, pur fuori dall’associazione. Per Liverani, il contratto dà stabilità alle imprese, certezza di pianificazione e riconosce il ruolo centrale dei lavoratori in un settore che considera decisivo per il Paese.

Interessante anche lo sguardo strategico che Liverani apre oltre il contratto: previdenza integrativa, sanità, non autosufficienza, catastrofi naturali. In pratica, ANIA rivendica un ruolo sempre più ampio del settore assicurativo come infrastruttura sociale, non solo come comparto economico. E qui il contratto diventa anche un biglietto da visita: per chiedere spazio nelle politiche pubbliche, il settore deve prima mostrare solidità nelle proprie relazioni industriali.

Il giudizio sindacale è comprensibilmente positivo. Emanuele Bartolucci (nella foto) della Uilca parla di risultato politico e sindacale capace di coniugare innovazione, diritti e crescita salariale. Giacomo Sturniolo della Fisac sottolinea la difesa del contratto nazionale contro i tentativi di destrutturarlo. Antonio Zanelli della First evidenzia il superamento dell’obiettivo prioritario di tutela del potere d’acquisto. Viviana Oggioni della Fna richiama il rafforzamento dei diritti sociali e civili e il tema dei produttori.

La sensazione finale è che questo rinnovo chiuda una trattativa difficile con un compromesso vero. I sindacati non ottengono i 330 euro richiesti, ma portano a casa 280 euro, una tantum, nuove tutele e soprattutto la difesa dell’impianto contrattuale. ANIA non ottiene la riforma profonda degli inquadramenti che aveva provato a mettere sul tavolo, ma chiude il contratto senza conflitto aperto, con aumenti distribuiti nel tempo e un quadro di stabilità fino al 2028.

Insomma, nessuno porta a casa tutto. Ma nessuno esce sconfitto.
E forse, in una stagione di trasformazione tecnologica, pressioni organizzative e forte intreccio tra banca e assicurazione, è proprio questo il punto: il contratto nazionale resta il perno del settore. Aggiornato, rafforzato, ma non destrutturato.



Questo si evince dalla lettura dei giornali, dalle dichiarazioni dei sindacalisti e del Presidente Ania Liverani. Ma le cose stanno veramente così? Nel prossimo articolo le mie valutazioni

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Pubblicato da Massimo Masi

Blog di Massimo Masi. Bolognese di nascita, piantato nella pianura, con una forte propaggine verso il mare. Non sono più quello di ieri, non so come sarò domani. Ma posso dirti come sono oggi, con i miei ieri (Alda Merini)

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