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CCNL ANIA, svolta sui salari: 250 euro sul tavolo, trattativa nel vivo

tavolo di trattativa con due documenti evidenziati “250€” e “330€” posti uno di fronte all’altro. A sinistra delegazione sindacale, a destra aziendale, entrambe più distese rispetto a scene precedenti. Elemento simbolico: una linea che da rossa diventa arancione (tensione che si riduce). Sullo sfondo un grafico che inizia a salire leggermente, ideazione, prompt e immagine di ChatGPT

Come spesso accade quando la trattativa smette di essere racconto e diventa realtà, è ancora una volta il Il Sole 24 Ore, con l’articolo di Cristina Casadei (nella foto), a chiarire il passaggio decisivo.


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Dopo settimane di posizionamenti, comunicati e tensioni crescenti, il confronto per il rinnovo del CCNL delle assicurazioni entra finalmente in una fase diversa. La novità è semplice ma sostanziale: ANIA ha messo sul tavolo una cifra.

Non è quella richiesta dai sindacati, ma è la prima vera base negoziale.
Nel corso dell’incontro del 21 aprile, le compagnie hanno indicato un aumento di 250 euro per il quarto livello, settima classe. Una proposta distante dai 330 euro rivendicati dalle organizzazioni sindacali, ma sufficiente a cambiare il clima della trattativa.
Non a caso tutte le sigle – Fisac Cgil, First Cisl, Uilca, Fna e Snfia – riconoscono che si tratta di un passo avanti, pur ribadendo che non è ancora sufficiente.

Il punto, però, non è solo la distanza tra le cifre. Il punto è che quella distanza adesso è concreta, misurabile, negoziabile. Fino a pochi giorni fa si discuteva di posizioni, oggi si discute di numeri. Ed è esattamente in questo momento che una trattativa comincia davvero.

La proposta di ANIA ha avuto un effetto immediato: ha evitato la rottura che sembrava ormai a un passo e ha allontanato lo scenario della mobilitazione evocato dai sindacati dopo l’ultimo incontro di marzo. Non è un dettaglio. È il passaggio che segna il cambio di fase, quello in cui si entra nel terreno più delicato e allo stesso tempo più produttivo del negoziato: quello della diplomazia.

Adesso si apre una fase fatta di confronto serrato, scambio di testi, aggiustamenti progressivi. È il lavoro meno visibile ma più decisivo, quello in cui si capisce fin dove ciascuna parte è disposta ad arrivare. I sindacati difendono una richiesta costruita sulla necessità di recuperare potere d’acquisto e redistribuire risultati, mentre le imprese tengono il punto su costi e sostenibilità, senza perdere di vista i temi organizzativi, a partire dagli inquadramenti.

Nel frattempo, il calendario si stringe. Sono stati fissati nuovi incontri, a partire dal 4 maggio, con l’obiettivo dichiarato di arrivare a una sintesi entro metà mese. Una tempistica ambiziosa, che però conferma come, dopo mesi di attesa, la volontà di chiudere esista davvero da entrambe le parti.

Se si guarda il percorso di queste settimane, il cambio di passo è evidente. Prima la fase di ricognizione, poi quella delle tensioni e degli ultimatum, oggi quella della trattativa vera. La proposta dei 250 euro è il classico numero di apertura: non è quello destinato a restare, ma è quello che rende possibile tutto il resto.

Ora viene la parte più complessa, quella in cui si misura la distanza reale tra le parti e si costruisce il compromesso. Ma una cosa, ormai, è chiara: il contratto si può fare.
La domanda, semmai, è dove si fermerà l’asticella.

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Pubblicato da Massimo Masi

Blog di Massimo Masi. Bolognese di nascita, piantato nella pianura, con una forte propaggine verso il mare. Non sono più quello di ieri, non so come sarò domani. Ma posso dirti come sono oggi, con i miei ieri (Alda Merini)

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