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BdM, la partita entra nel vivo: quattro offerte per la banca del Mezzogiorno e un risiko che vale molto più di una vendita

Immagine creata da ChatGPT in relazione al testo del post

La lunga attesa è finita.


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Dopo mesi di indiscrezioni, analisi e prese di posizione, il dossier BdM Banca, nata dal risanamento della ex Banca Popolare di Bari, entra finalmente nella fase decisiva. Le offerte non vincolanti sono state consegnate a Mediocredito Centrale e il quadro che emerge è ancora più interessante di quanto si immaginasse.


A raccontarlo sono Andrea Rinaldi sul Corriere della Sera, Luca Gualtieri su MF-Milano Finanza, Piero Ricci su la Repubblica Bari, Luca Davi sul Sole 24 Ore e il Giornale,


che fotografano una competizione destinata a incidere non solo sul futuro della banca, ma sull’intero equilibrio del credito nel Mezzogiorno.

La sorpresa dell’ultima ora è rappresentata da UniCredit. Fino a pochi giorni fa sembrava essersi sfilata dalla partita, mentre oggi il Sole 24 Ore riferisce di una manifestazione di interesse arrivata proprio sul filo di lana. Se la notizia sarà confermata, la gara non sarà più a tre ma a quattro.

Una banca completamente diversa rispetto a sei anni fa

Il dato più significativo è forse un altro.

Nel 2020 la ex Popolare di Bari veniva salvata con un intervento pubblico da circa 1,6 miliardi di euro, di cui 1,2 miliardi messi dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e il resto da Mediocredito Centrale. Oggi quella stessa banca è contendibile.

Non è un dettaglio.

Significa che il lavoro svolto dall’amministratore delegato Cristiano Carrus (nella foto) , dal management e soprattutto dai lavoratori ha trasformato un istituto considerato irrecuperabile in una banca capace di produrre utili, rafforzare il patrimonio e tornare appetibile sul mercato.

Nel primo trimestre 2026 BdM ha registrato un utile di 5,58 milioni, una raccolta superiore ai 12,7 miliardi, un patrimonio netto oltre i 560 milioni, un NPE ratio lordo al 5% e un Total Capital Ratio del 15,75%. Sono numeri che spiegano perché oggi tanti soggetti vogliano sedersi al tavolo.

I quattro pretendenti

La cordata Iccrea – Banca Popolare di Puglia e Basilicata continua a rappresentare la soluzione più radicata nel territori.

L’idea resta quella già emersa nelle settimane scorse: valorizzare il carattere meridionale di BdM, mantenendo il più possibile la rete e la funzione storica della banca nel Sud. Le Bcc potrebbero integrare parte degli sportelli nelle proprie reti territoriali mentre la Popolare di Puglia e Basilicata rafforzerebbe ulteriormente la propria presenza. È il progetto che più richiama la continuità con la missione originaria della banca.

Credem, invece, continua a rappresentare il candidato industrialmente più lineare.
L’istituto emiliano non ha partecipato ai grandi processi di consolidamento degli ultimi anni e vede in BdM l’occasione per accelerare la propria crescita nel Mezzogiorno senza particolari sovrapposizioni operative. Una soluzione semplice, ordinata e probabilmente molto apprezzabile anche dagli advisor incaricati della vendita.

Poi c’è Crédit Agricole.
Per settimane sembrava osservare la partita con prudenza. Oggi, invece, tutte le principali ricostruzioni di mercato la indicano tra i protagonisti principali e, secondo alcune indiscrezioni riportate da MF e dal Sole 24 Ore, addirittura in posizione favorevole.
L’istituto francese dispone della forza finanziaria necessaria per sostenere un’operazione di questo tipo e potrebbe utilizzare BdM per rafforzare ulteriormente la propria presenza nel Sud Italia. Ma la sua candidatura non può essere letta isolatamente.
Agricole è infatti protagonista anche di un’altra delle grandi partite del risiko italiano: Banco BPM. E proprio questa contemporaneità rende inevitabile una valutazione anche politica dell’operazione.

Infine compare UniCredit.

Secondo il Sole 24 Ore, la banca guidata da Andrea Orcel avrebbe presentato una manifestazione di interesse all’ultimo momento, dopo avere già studiato il dossier nei mesi precedenti. Non ci sono conferme ufficiali, ma se questa presenza verrà consolidata nelle prossime settimane il quadro competitivo cambierà sensibilmente.

Non è solo una vendita

Questa vicenda continua però a essere diversa da tutte le altre operazioni di mercato. BdM non è semplicemente una banca in vendita.
È un istituto risanato grazie a un intervento pubblico, nato per mantenere un presidio creditizio nel Mezzogiorno dopo il fallimento della vecchia Popolare di Bari.

Ed è proprio questo il punto che continua a distinguere questa operazione dalle altre.
Il Governo ha più volte ribadito che la scelta finale dovrà tenere conto della tutela dell’occupazione, della crescita della banca e del servizio al territorio. Non si tratta quindi soltanto di individuare chi offre di più.

Bisognerà valutare quale progetto garantisca maggiore continuità, quale preservi il ruolo di BdM come banca del Mezzogiorno e quale possa accompagnarne lo sviluppo senza snaturarne la funzione.

Il mio commento

La presentazione delle offerte segna certamente un passaggio fondamentale, ma non siamo ancora al momento decisivo.
Adesso inizierà la data room, poi arriveranno le offerte vincolanti e solo successivamente si entrerà nella fase delle scelte vere.
In queste settimane abbiamo analizzato uno per uno tutti i possibili candidati. Oggi il quadro è più chiaro, ma anche più complesso. Credem continua a rappresentare il progetto industrialmente più lineare.

La cordata Iccrea–Banca Popolare di Puglia e Basilicata resta quella con il più forte radicamento territoriale. Crédit Agricole sembra avere una notevole forza negoziale, anche per il ruolo che sta assumendo nel resto del risiko bancario italiano. UniCredit, se confermerà il proprio interesse, potrebbe diventare il vero elemento capace di cambiare gli equilibri della gara. Ma, al di là dei nomi, continuo a ritenere che la vera domanda sia un’altra.

Che cosa dovrà diventare BdM nei prossimi dieci anni?

Una banca semplicemente incorporata in un gruppo più grande oppure un istituto capace di continuare a sostenere famiglie, imprese e sviluppo del Mezzogiorno? Perché questa non è soltanto una vendita. È una scelta che riguarda il futuro del credito nel Sud d’Italia. E che interessa migliaia di lavoratrici e lavoratori.

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Pubblicato da Massimo Masi

Blog di Massimo Masi. Bolognese di nascita, piantato nella pianura, con una forte propaggine verso il mare. Non sono più quello di ieri, non so come sarò domani. Ma posso dirti come sono oggi, con i miei ieri (Alda Merini)

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