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UniCredit-Commerzbank, la trattativa entra nel vivo: fusione con Hvb e Diederich per il dopo Orlopp

Immagine creata da ChatGPT in relazione al contenuto del testo

Soltanto un giorno fa raccontavamo l’accelerazione impressa da Andrea Orcel alla partita Commerzbank (vedi post UniCredit-Commerzbank, Orcel prepara la spallata: il controllo può arrivare già a inizio 2027 21 ottobre), con l’ipotesi di un’assemblea straordinaria già all’inizio del 2027 per cambiare la governance della banca tedesca.
Oggi arriva un altro tassello che rende il quadro ancora più chiaro: mentre UniCredit e Berlino trattano sulle condizioni dell’integrazione, la fusione tra Commerzbank e Hvb appare sempre più centrale e comincia addirittura il toto-nomi per il possibile successore di Bettina Orlopp.

Il nome emerso nelle ultime ore è quello di Michael Diederich (nella foto), 61 anni, oggi co-responsabile della Corporate Bank di Deutsche Bank ma soprattutto ex amministratore delegato di HypoVereinsbank, la controllata tedesca di UniCredit. Non è una nomina decisa: Handelsblatt, citando tre persone informate, scrive che Diederich sarebbe uno dei candidati che UniCredit sta valutando, mentre la Süddeutsche Zeitung lo indica addirittura come possibile candidato preferito di Orcel. Resta inoltre da capire se lo stesso Diederich sarebbe disponibile ad assumere l’incarico.

Quindi prudenza sul nome, ma il segnale politico e industriale è evidente: si sta già ragionando non soltanto su come UniCredit prenderà il controllo di Commerzbank, ma su chi potrebbe guidarla nella fase successiva.

La fusione inversa non è più fantafinanza

La parte forse più interessante riguarda però la struttura dell’operazione.


👉 UniCredit-Commerzbank, Orlopp mette la fusione inversa sul tavolo. Ora il vero scontro è su chi comanderà 25 settembre
👉 UniCredit-Commerzbank, la carta tedesca di Orcel: fusione inversa con Hvb per convincere Berlino 12 settembre


Ne abbiamo parlato diverse volte nelle ultime settimane: prima era essenzialmente un’ipotesi elaborata dagli analisti, poi Bettina Orlopp l’ha inserita pubblicamente tra le tre possibili architetture dell’integrazione e adesso la fusione tra Commerzbank e Hvb appare sempre più come il possibile punto d’incontro tra ciò che vuole Orcel e ciò che chiede Berlino.

Il meccanismo sarebbe particolare: Commerzbank acquisirebbe Hvb e pagherebbe UniCredit attraverso proprie azioni, facendo così salire Piazza Gae Aulenti fino a circa il 70% della nuova banca secondo le stime circolate nelle ultime settimane. Commerzbank rimarrebbe però quotata a Francoforte e conserverebbe il proprio baricentro tedesco.
È esattamente il genere di soluzione che può rispondere ad alcune delle richieste formulate dal governo tedesco.

Reuters ha confermato che Berlino chiede a UniCredit impegni precisi sulla permanenza della sede a Francoforte, sulla quotazione di Commerzbank, sulla solidità patrimoniale e soprattutto sul mantenimento del ruolo della banca nel finanziamento delle piccole e medie imprese tedesche. Il governo possiede ancora poco più del 13% e, pur avendo abbandonato l’opposizione frontale dei primi mesi, non ha affatto rinunciato a utilizzare quella partecipazione per condizionare l’accordo.

La differenza rispetto a qualche mese fa è enorme: Berlino non sta più discutendo principalmente di come impedire a UniCredit di arrivare, ma di quale Commerzbank dovrà esistere dopo l’arrivo di UniCredit.

Orcel e Berlino adesso hanno qualcosa da scambiarsi

Ed è qui che la partita diventa particolarmente interessante.
Orcel ha dalla sua una posizione azionaria vicina alla metà del capitale e, una volta ottenute le autorizzazioni regolamentari, potrebbe chiedere la convocazione di un’assemblea straordinaria per sostituire i dieci componenti del consiglio di sorveglianza espressi dagli azionisti. Secondo il Financial Times, lo scenario più rapido porterebbe al cambio della governance già a gennaio, mentre quello considerato di base indica febbraio 2027.

Berlino, però, possiede ciò che a Orcel potrebbe servire nella fase successiva. Per modifiche strutturali come una fusione serve infatti una maggioranza qualificata che UniCredit non possiede da sola. E la quota pubblica tedesca può quindi diventare determinante nella costruzione del consenso necessario.

Il possibile compromesso comincia così ad assumere una forma piuttosto precisa: Orcel ottiene il controllo industriale; Berlino conserva Commerzbank quotata a Francoforte, mantiene la sede tedesca e ottiene garanzie sul Mittelstand e sulla capacità di credito; Hvb viene integrata dentro Commerzbank e UniCredit diventa largamente maggioritaria nella nuova banca.

Non sappiamo se sarà questa la soluzione finale, ma rispetto alle ipotesi di agosto oggi esistono molti più elementi che convergono in quella direzione. Anche Reuters Breakingviews considera ormai una combinazione Hvb-Commerzbank una struttura capace di conciliare diversi interessi, pur sottolineando che restano da risolvere valutazioni, costi, governance e consenso degli azionisti.

E spunta Diederich: un tedesco che conosce benissimo UniCredit

Dentro questo scenario il nome di Michael Diederich diventa molto meno casuale.
Diederich ha guidato Hvb dal 2018 al 2023, ha lavorato con Orcel dopo l’arrivo di quest’ultimo alla guida di UniCredit ed è stato componente del Group Executive Committee. Successivamente ha lasciato la banca per diventare direttore finanziario del Bayern Monaco e oggi è nella prima linea di Deutsche Bank. Handelsblatt conferma che il suo nome viene valutato negli ambienti UniCredit come possibile successore di Orlopp.

Pensiamoci: se l’obiettivo fosse davvero integrare Commerzbank con Hvb, affidare la futura Commerzbank a un manager tedesco che ha già guidato Hvb, conosce UniCredit, conosce Orcel e contemporaneamente possiede un profilo ben inserito nell’establishment economico tedesco avrebbe una logica industriale abbastanza evidente. E potrebbe avere anche una logica politica.

Orcel eviterebbe infatti di dare l’impressione di voler trasformare Commerzbank in una banca guidata direttamente da Milano, mentre potrebbe affidare l’integrazione a un manager tedesco perfettamente familiare con il modello UniCredit.

E Bettina Orlopp? Il paradosso diventa ancora più evidente

La posizione di Bettina Orlopp è forse l’aspetto umanamente e managerialmente più curioso di tutta questa storia.
Soltanto una settimana fa Commerzbank pubblicava sul proprio sito un’intervista nella quale Orlopp riconosceva ormai apertamente una prospettiva della banca “sotto l’ombrello di UniCredit”, sosteneva la necessità di un dialogo costruttivo con Piazza Gae Aulenti e spiegava che l’obiettivo doveva essere quello di creare ancora più valore per gli azionisti e gli stakeholder.
Prima ancora aveva illustrato le diverse fasi dell’integrazione e aveva indicato personalmente la fusione Hvb-Commerzbank tra le strutture possibili.
Eppure proprio mentre Orlopp contribuisce a disegnare il percorso che potrebbe portare alla nuova banca, UniCredit starebbe già studiando chi potrebbe sostituirla.
Il suo contratto arriva fino al 2029, ma lei stessa ha chiarito che la permanenza dipende dalla fiducia del consiglio di sorveglianza e dalla condivisione della strategia. Se all’inizio del prossimo anno Orcel riuscisse davvero a modificare profondamente la componente azionaria del consiglio, quelle condizioni potrebbero evidentemente cambiare.
La partita di Orlopp, dunque, potrebbe essere arrivata al punto più delicato: collaborare alla transizione potrebbe favorire un’integrazione meno traumatica per Commerzbank, ma non necessariamente garantirle un ruolo nella banca che nascerà dopo.

I numeri spiegano perché la fusione interessa anche Orcel

C’è poi la questione finanziaria. Secondo le stime riportate dal Corriere, la struttura basata sull’integrazione Hvb-Commerzbank potrebbe essere molto meno onerosa dal punto di vista patrimoniale rispetto all’acquisto diretto della quota ancora detenuta dallo Stato tedesco. Le valutazioni circolate indicano un impatto nell’ordine di 20-30 punti base di capitale, mentre l’acquisto del pacchetto pubblico richiederebbe un esborso nell’ordine dei 5 miliardi.
Anche le sinergie potenziali cambierebbero dimensione: le stime riportate dalla stampa finanziaria sono arrivate fino a circa 2 miliardi di euro lordi a regime per una combinazione Hvb-Commerzbank. Reuters Breakingviews cita anch’essa risparmi potenziali fino a 2 miliardi annui, pur ricordando che si tratta di stime legate a un’operazione ancora da negoziare.
A questo si aggiungerebbe la ristrutturazione operativa che Orcel vorrebbe applicare a Commerzbank secondo la filosofia di UniCredit Unlocked: riduzione dei costi, revisione delle consulenze, del marketing e di alcune spese manageriali e soprattutto razionalizzazione delle attività internazionali considerate meno strategiche.
È però proprio su quest’ultimo punto che il negoziato con Berlino diventa delicato, perché il governo considera la capacità internazionale di Commerzbank importante per accompagnare all’estero il Mittelstand tedesco. Quindi quello che per Orcel è efficienza, per Berlino può diventare politica industriale.

Il compromesso dovrà trovarsi lì.

Questa storia sta correndo talmente velocemente che quello che scriviamo un giorno sembra diventare vecchio dopo quarantotto ore.
Il 25 settembre raccontavamo che Bettina Orlopp aveva finalmente messo apertamente sul tavolo la fusione inversa Hvb-Commerzbank. Il 1 ottobre abbiamo scritto che Orcel starebbe preparando la spallata alla governance già per gennaio o febbraio. Oggi, 2 ottobre, spuntano contemporaneamente il possibile nome del dopo-Orlopp e una trattativa sempre più concreta con Berlino sulla struttura della futura banca.

Ormai siamo molto lontani dalla domanda con la quale avevamo cominciato questa lunga storia: “Riuscirà Orcel a conquistare Commerzbank?”
La domanda sta diventando un’altra: “Come sarà organizzata la Commerzbank di Orcel?”


Corriere della Sera, Andrea Rinaldi, “UniCredit, fusione Hvb-Commerz per chiudere l’intesa con Berlino”, 2 ottobre 2026;
MF-Milano Finanza, Andrea Deugeni e Luca Gualtieri, “Diederich (ex Hvb) in pole position per guidare Commerzbank”, 2 ottobre 2026.
L’indiscrezione originaria sulla candidatura di Michael Diederich è stata pubblicata da Handelsblatt, che cita tre fonti informate e precisa che la sua disponibilità non è scontata.
Le condizioni richieste dal governo tedesco sono state ricostruite anche da Reuters.


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Pubblicato da Massimo Masi

Blog di Massimo Masi. Bolognese di nascita, piantato nella pianura, con una forte propaggine verso il mare. Non sono più quello di ieri, non so come sarò domani. Ma posso dirti come sono oggi, con i miei ieri (Alda Merini)

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