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Nexi, spunta Mediobanca con il 5%: ma dietro la quota c’è un cliente istituzionale

Il capitale di Nexi torna a muoversi. Dopo la decisione di Cassa Depositi e Prestiti di rafforzare la propria presenza fino al 29,9%, questa volta a comparire sopra la soglia rilevante del 5% è Mediobanca. La partecipazione complessiva comunicata alla Consob è pari al 5,07%, suddivisa tra un 3,8% detenuto in azioni e un ulteriore 1,27% attraverso strumenti finanziari.


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La notizia, però, va letta con attenzione perché quel 5,07% potrebbe far pensare, a prima vista, all’ingresso di un nuovo azionista importante nella partita Nexi. Non è così, almeno per ora.

Come spiega Marcello Astorri (nella foto), Mediobanca ha infatti precisato che si tratta di una posizione detenuta nel proprio portafoglio di negoziazione e derivante prevalentemente dalla copertura di un Total Return Swap avente come sottostante azioni Nexi e stipulato con un cliente istituzionale.

Detto in termini più semplici, Mediobanca ha concluso con un cliente un contratto finanziario attraverso il quale quest’ultimo è esposto economicamente all’andamento delle azioni Nexi. Per coprire il rischio derivante da quel contratto, Piazzetta Cuccia ha acquistato azioni della società. È quindi Mediobanca a risultare formalmente titolare dei titoli, ma dietro l’operazione c’è prevalentemente l’esigenza di coprire la posizione assunta nei confronti di un cliente.

Non a caso Mediobanca ha precisato di non avere intenzione di esercitare i diritti di voto relativi alle azioni, proprio perché sono detenute a scopo di negoziazione e non con l’obiettivo di incidere sulla governance della società.

La distinzione è importante. Un conto sarebbe stato scoprire che Mediobanca aveva deciso di investire direttamente il proprio capitale per conquistare una partecipazione significativa in Nexi. Altro è trovarsi davanti a una posizione prevalentemente tecnica costruita nell’ambito dell’attività dell’investment bank.

Resta però una domanda interessante: chi è il cliente istituzionale che ha assunto attraverso il Total Return Swap questa esposizione su Nexi? La comunicazione non lo dice e non è possibile dedurlo dai dati disponibili. È quindi bene fermarsi ai fatti, senza trasformare una normale operazione finanziaria in un possibile retroscena societario.

C’è poi un altro particolare curioso. La comunicazione alla Consob è stata effettuata da Mps, in quanto soggetto posto a monte della catena di controllo di Mediobanca. È anche questo un segno di quanto siano cambiati gli equilibri della finanza italiana: una partecipazione detenuta da Piazzetta Cuccia viene oggi comunicata al mercato attraverso Monte dei Paschi.

La notizia diventa comunque più interessante se inserita nella storia recente di Nexi che abbiamo seguito in questi mesi.

Dopo anni difficili in Borsa e la bocciatura del piano industriale presentato a marzo, Nexi ha cambiato amministratore delegato, con Bernardo Mingrone (nella foto) che ha preso il posto di Paolo Bertoluzzo. Poco dopo erano tornate le indiscrezioni sull’interesse di Cvc, che avrebbe studiato un’operazione da circa 9 miliardi con l’obiettivo di togliere Nexi dalla Borsa.
A quel punto Cassa Depositi e Prestiti aveva mandato un messaggio inequivocabile: Nexi è considerata un’infrastruttura strategica e Cdp non ha intenzione di disimpegnarsi.

Anzi, è accaduto esattamente il contrario. A maggio Cdp Equity ha annunciato l’intenzione di portare la propria partecipazione fino al 29,9%, attraverso azioni e strumenti finanziari, fermandosi appena sotto la soglia che farebbe scattare l’obbligo di Opa. Una scelta destinata a trasformare Cdp nel primo azionista di Nexi e, soprattutto, a stabilizzare il controllo di una società considerata sempre più importante per il futuro dei pagamenti digitali italiani ed europei.

Ed è questo il quadro nel quale va collocato anche il 5,07% comparso oggi in capo a Mediobanca.

Non significa che Piazzetta Cuccia sia entrata nella partita per il controllo di Nexi. Ma significa che intorno al titolo continuano a concentrarsi operazioni finanziarie di dimensioni non trascurabili. E il fatto che un cliente istituzionale abbia costruito un’esposizione abbastanza importante da richiedere a Mediobanca una copertura in azioni per il 3,8% del capitale è comunque un elemento degno di attenzione.

Nexi, del resto, non è più soltanto la società dei Pos e delle carte di pagamento. È diventata uno dei tasselli della partita europea sulle infrastrutture finanziarie digitali, sulla futura moneta digitale e sull’autonomia dell’Europa rispetto ai grandi circuiti internazionali.

Per questo ogni movimento significativo nel suo capitale viene ormai osservato con una lente diversa.

Nel caso Mediobanca, però, almeno per ora la prudenza è d’obbligo: quel 5,07% appare soprattutto come una posizione finanziaria, non come una dichiarazione di interesse strategico su Nexi.

E forse la domanda più intrigante resta proprio quella alla quale, per il momento, non abbiamo risposta: chi c’è dall’altra parte del Total Return Swap?

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Pubblicato da Massimo Masi

Blog di Massimo Masi. Bolognese di nascita, piantato nella pianura, con una forte propaggine verso il mare. Non sono più quello di ieri, non so come sarò domani. Ma posso dirti come sono oggi, con i miei ieri (Alda Merini)

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