
Finora abbiamo discusso di progetti, indiscrezioni, possibili alleanze, resistenze degli azionisti e scenari più o meno plausibili. Da adesso, però, la partita cambia.
Monte dei Paschi ha depositato in Consob i documenti di offerta delle due Ops su Banco BPM e Banca Generali.
Ed è una notizia importante anche per un’altra ragione: dopo il piccolo giallo dei giorni scorsi sull’ipotesi che Luigi Lovaglio potesse accantonare, o almeno rinviare, l’offerta su Banco BPM per concentrarsi inizialmente su Banca Generali, le carte depositate confermano che le offerte restano due.
Banco BPM e Banca Generali. Adesso tocca alle autorità, poi agli azionisti.
Le due Ops, nero su bianco
I documenti sono stati depositati il 9 settembre e ora inizia l’istruttoria Consob prevista dall’articolo 102 del Testo unico della finanza. Attenzione, però: le offerte non sono ancora partite.
Il deposito apre l’esame della documentazione. Solo al termine dell’istruttoria e dopo il completamento del percorso autorizzativo potranno essere pubblicati i documenti definitivi e potrà essere definito il periodo di adesione. Intanto vengono confermati i rapporti di concambio già annunciati.
| Operazione | Corrispettivo |
|---|---|
| Ops Banco BPM | 1,567 azioni Mps per ogni azione Banco BPM |
| Ops Banca Generali | 6,958 azioni Mps per ogni azione Banca Generali |
Sono entrambe offerte volontarie, totalitarie e interamente in azioni. Chi aderirà riceverà quindi nuove azioni Mps, non denaro. Ed è proprio questo uno degli elementi fondamentali della partita: gli azionisti delle due società dovranno decidere se diventare azionisti del nuovo gruppo immaginato da Lovaglio.
Il giallo Banco BPM, almeno per ora, è chiuso
Nei giorni scorsi ci eravamo soffermati sull’indiscrezione secondo cui Mps avrebbe potuto concentrarsi inizialmente su Banca Generali, lasciando Banco BPM a una fase successiva (vedi post Il giallo Banco BPM continua: Crédit Agricole prepara l’alternativa a Mps?. 9 settembre).
Rocca Salimbeni aveva smentito, ribadendo di voler proseguire con entrambe le operazioni. Oggi abbiamo qualcosa di più di una smentita: ci sono i documenti depositati in Consob per tutte e due le offerte. Questo non significa naturalmente che l’Ops su Banco BPM sia diventata improvvisamente semplice.
Resta sul tavolo l’enorme questione Crédit Agricole, principale azionista di Piazza Meda e finora tutt’altro che entusiasta dell’operazione. Ma una cosa almeno è chiara: Lovaglio non ha ritirato Banco BPM dalla scacchiera.
Adesso arrivano Consob, Antitrust, Ivass e Bce
Ed eccoci alla parte che considero più interessante. Perché finalmente cominceremo a passare dalle presentazioni industriali alle verifiche delle autorità.
Consob dovrà esaminare i documenti d’offerta.
Sul fronte concorrenziale entrerà in gioco l’Antitrust, con particolare attenzione alle eventuali sovrapposizioni territoriali.
Ivass sarà coinvolta per gli aspetti assicurativi.
E naturalmente sarà fondamentale il passaggio davanti alla Bce.
È esattamente ciò che abbiamo chiesto nei giorni scorsi: stesso metro per tutti.
Abbiamo chiesto che l’Opas Intesa su Mps venga analizzata senza sconti. Lo stesso deve accadere con le due Ops di Mps. Né il progetto Messina né quello Lovaglio possono ricevere una patente di bontà semplicemente perché piace di più a una parte politica, a un territorio o a qualche azionista.
Adesso voglio vedere il capitolo Banco BPM
C’è soprattutto un aspetto sul quale l’istruttoria Antitrust diventerà interessantissima. Repubblica Affari&Finanza aveva indicato nei giorni scorsi una stima di 250-300 filiali potenzialmente eccedenti nell’aggregazione Mps-Banco BPM.

👉 Mps va difesa integra. E Banco BPM? Il silenzio sindacale che adesso pesa 3 settembre
👉 Spezzatino Mps? No. Allora spezzatino Banco BPM? MF pone la domanda che avevamo fatto due giorni fa 5 settembre
👉 Il giallo Banco BPM continua: Crédit Agricole prepara l’alternativa a Mps?. 9 settembre
Lo ripetiamo: era una stima attribuita a fonti impegnate sulle operazioni, non una richiesta dell’Antitrust. Adesso però il problema potrà essere affrontato su dati concreti. Quali sono le sovrapposizioni provincia per provincia? Quanti sportelli potrebbero essere interessati? Sarebbero venduti oppure chiusi? A chi potrebbero essere ceduti? E quanti lavoratori sono coinvolti?
Questa parte della documentazione e delle successive interlocuzioni con le autorità, dal mio punto di vista, vale quasi quanto i rapporti di concambio.
E c’è il grande intreccio assicurativo
Banca Generali apre un altro capitolo. Generali possiede circa il 51% della società e il suo comportamento sarà quindi determinante per il successo dell’Ops. Il Leone dovrà valutare l’operazione dopo l’assemblea Mps e, soprattutto, dovranno essere definiti gli eventuali accordi industriali. Qui la partita diventa molto più sofisticata di una semplice acquisizione. Mps, attraverso Mediobanca, possiede una partecipazione rilevante in Generali. Generali, aderendo all’offerta su Banca Generali, diventerebbe a sua volta azionista di Mps. A questo si aggiunge il possibile futuro della partnership assicurativa del Monte, oggi legata ad Axa e in scadenza nel 2027.
Azioni, polizze, distribuzione e governance finiscono quindi nello stesso grande tavolo.
E capisco perfettamente perché anche Ivass debba guardare con attenzione l’operazione.
Il 60% di Mps è nelle mani dei grandi investitori
Dopo le autorità arriverà però il giudice che interessa maggiormente Lovaglio: l’assemblea. Secondo il Corriere, circa il 60% del capitale Mps fa capo a fondi e investitori istituzionali. Tra questi vengono indicati BlackRock con il 4,99%, Norges con il 3,6% e Vanguard con il 2,6%. E qui la vicenda diventa ancora più interessante perché alcuni grandi investitori sono presenti contemporaneamente nel capitale di Mps e in quello di Intesa Sanpaolo. Non devono scegliere una squadra. Devono scegliere dove vedono più valore.
E prima del voto arriveranno anche le raccomandazioni dei proxy advisor, che possono avere un peso significativo soprattutto sull’enorme componente istituzionale dell’azionariato.
Lovaglio parte per convincere i fondi
Il ceo di Mps si prepara quindi al confronto diretto con gli investitori. Il 23 settembre è prevista la partecipazione a un appuntamento di Bank of America dedicato ai ceo finanziari, seguita da una conferenza Barclays. Non sarà soltanto un normale roadshow. Lovaglio dovrà convincere i grandi azionisti che la sua costruzione — Mediobanca, Banco BPM e Banca Generali — può produrre più valore dell’alternativa rappresentata dall’Opas di Intesa. E soprattutto dovrà convincerne abbastanza.
Per superare la passivity rule e approvare le operazioni servirà infatti il voto favorevole dei due terzi del capitale rappresentato in assemblea. Il 29 ottobre resta quindi il vero spartiacque.

Corriere della Sera, Daniela Polizzi, 11 settembre 2026 – Siena scopre le carte per la doppia Ops su Banca Generali e Banco Bpm. Depositato il prospetto.
MF-Milano Finanza, Andrea Deugeni e Luca Gualtieri, 11 settembre 2026 – La doppia offerta di Mps in Consob. UniCredit all’aumento per Commerz.
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