
La tensione attorno a Monte dei Paschi di Siena continua a salire. Dopo la lettera con cui quattro consiglieri di amministrazione hanno contestato il metodo seguito dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio nella costruzione dell’alternativa all’Opas di Intesa Sanpaolo, è arrivata la risposta ufficiale della banca. Una replica secca, che respinge ogni addebito e difende la correttezza dell’operato del consiglio di amministrazione e del management.

Contemporaneamente, Carlo Messina ha colto l’occasione per trasformare una vicenda interna di Mps in un argomento a favore della propria offerta pubblica di acquisto, sostenendo che con Intesa Sanpaolo la banca senese potrebbe finalmente trovare una governance stabile e “normale”.
La battaglia finanziaria si sposta così anche sul terreno della credibilità degli organi societari.
La risposta del presidente Bisoni
Il comunicato diffuso da Monte dei Paschi è molto netto.

La banca spiega che il presidente Cesare Bisoni (nella foto) aveva già risposto in modo “puntuale e dettagliato” ai quattro consiglieri firmatari della lettera e che non esiste alcuna irregolarità nello svolgimento delle attività del consiglio di amministrazione o del top management.
Secondo Mps, tutte le questioni sollevate erano già state discusse nelle sedi competenti e non richiedevano ulteriori chiarimenti pubblici.
L’istituto precisa inoltre tre aspetti fondamentali.
Il primo riguarda il ruolo di Luigi Lovaglio, che starebbe operando nel pieno rispetto del mandato ricevuto dal consiglio nell’ambito della valutazione delle possibili operazioni straordinarie, come già comunicato ufficialmente il 16 luglio.
Il secondo riguarda la sostituzione dei due consiglieri mancanti, processo che starebbe procedendo secondo le modalità richieste dalla Banca Centrale Europea.
Infine, Mps afferma che la composizione dei comitati consiliari e il funzionamento della governance sono pienamente conformi alla normativa vigente e alle migliori prassi di mercato.
La banca sottolinea anche un elemento non secondario: non avrebbe ritenuto necessario intervenire su una corrispondenza interna se la lettera non fosse stata pubblicata integralmente dagli organi di informazione e se non fossero seguiti commenti pubblici.
La partita resta aperta
Nonostante il clima acceso, i prossimi giorni saranno decisivi.
Il consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi dovrà continuare a lavorare sulla possibile aggregazione con Banco Bpm mentre Intesa prosegue senza modificare il proprio calendario.
Il confronto, ormai, non riguarda soltanto il prezzo o le sinergie industriali.
Riguarda anche la capacità dei due progetti di trasmettere stabilità, chiarezza decisionale e fiducia agli azionisti.

Questa vicenda conferma una regola che vale in tutte le grandi operazioni finanziarie: quando il confronto entra nella fase decisiva, non si discute più soltanto di numeri ma anche di credibilità.
La lettera dei quattro consiglieri era un fatto interno. La risposta di Mps era inevitabile e, francamente, non poteva essere diversa: nessun presidente avrebbe ammesso pubblicamente irregolarità nel funzionamento del proprio consiglio di amministrazione. Il vero elemento politico e finanziario, però, è un altro.
Carlo Messina ha trasformato quella polemica interna in un argomento a favore della propria Opas. Parlando di “governance normale” non si è limitato a criticare Lovaglio. Ha mandato un messaggio preciso agli azionisti: se scegliete Intesa, scegliete anche stabilità. Resta però una domanda.
Se davvero tutto all’interno di Mps funziona regolarmente, come sostiene il comunicato della banca, perché quattro consiglieri hanno ritenuto necessario mettere nero su bianco contestazioni così pesanti, arrivando a coinvolgere anche il collegio sindacale?
E, soprattutto, perché uno dei consiglieri di minoranza, Corrado Passera, ha scelto di non firmare quella lettera?
Sono interrogativi che probabilmente avranno una risposta solo quando questa lunga partita arriverà al suo epilogo.
Nel frattempo una cosa appare evidente: il confronto tra Intesa e Mps-Banco Bpm non si gioca più soltanto sulle offerte economiche. Da oggi si gioca anche sulla fiducia che ciascun progetto saprà trasmettere agli azionisti.
📢 Ti è piaciuto questo articolo?
Seguimi sui miei canali WhatsApp e Telegram per ricevere in tempo reale i nuovi post del blog, gli approfondimenti sul mondo bancario, assicurativo, sindacale, tecnologico e le recensioni di libri.