Pubblicità

MPS, Coppini tratta il futuro di Siena con le fondazioni di Intesa. Ma chi gli ha dato il mandato?

Secondo Milano Finanza, il presidente della Fondazione MPS avrebbe incontrato rappresentanti di Cariplo, Compagnia di San Paolo e Acri per discutere possibili collaborazioni dopo l’Opas. Intanto Intesa delibera l’aumento di capitale necessario all’offerta. A Siena cresce il confronto sul ruolo della Fondazione e sulle garanzie per il territorio.

Immagine generata da ChatGPT in relazione al contenuto del post

La partita per il controllo del Monte dei Paschi di Siena continua a svilupparsi su due piani paralleli che, almeno apparentemente, sembrano procedere a velocità differenti. Da una parte c’è Intesa Sanpaolo, che continua a completare i passaggi societari necessari per portare avanti l’offerta pubblica di acquisto e scambio sul Monte; dall’altra c’è Siena, dove la prospettiva di un’integrazione con il gruppo guidato da Carlo Messina sta provocando una frattura sempre più evidente tra le istituzioni e, secondo le ultime indiscrezioni, anche all’interno della stessa Fondazione MPS.

A raccontare questo nuovo capitolo sono due articoli pubblicati oggi, 20 ottobre 2026. Il primo è di Camilla Conti su MF-Milano Finanza, con il titolo «Fondazione Mps, Coppini vede gli enti soci di Intesa: prove di sinergie», mentre il secondo è pubblicato dal Sole 24 Ore, a firma Luca Davi, con il titolo «Intesa avanza su Mps, il cda esercita la delega sull’aumento per l’Opas».
Due notizie differenti, ma strettamente collegate, perché mentre Intesa si prepara concretamente a realizzare l’operazione, a Siena qualcuno sembra già interrogarsi su come costruire un rapporto con il possibile futuro azionista di riferimento del Monte.

Coppini e gli incontri con Cariplo, Compagnia di San Paolo e Acri

La notizia più significativa arriva da Camilla Conti, secondo la quale il presidente della Fondazione MPS, Riccardo Coppini, avrebbe incontrato nei giorni scorsi rappresentanti di Fondazione Cariplo, Compagnia di San Paolo e Acri, l’associazione delle fondazioni di origine bancaria.
L’obiettivo di questi incontri, secondo la ricostruzione di Milano Finanza, sarebbe stato quello di valutare un possibile ruolo della Fondazione senese come punto di raccordo tra il territorio e le grandi fondazioni azioniste di Intesa Sanpaolo, qualora l’Opas sul Monte dovesse concludersi positivamente.
A Coppini sarebbe stata prospettata la possibilità di favorire nuove relazioni istituzionali e opportunità di collaborazione, utilizzando l’esperienza e la rete di rapporti delle fondazioni che da tempo partecipano al capitale di Intesa.
È una prospettiva interessante, perché potrebbe offrire alla Fondazione MPS un ruolo diverso da quello esercitato in passato, quando l’ente era il principale azionista della banca e rappresentava uno dei centri di potere più importanti della città.
Ma occorre distinguere attentamente le indiscrezioni dalle decisioni ufficiali: gli incontri e il possibile ruolo di raccordo sono riportati da Milano Finanza sulla base delle proprie fonti e non costituiscono, almeno per quanto emerge dall’articolo, un accordo formalizzato tra le fondazioni.
La stessa apertura di Coppini all’Opas di Intesa, annunciata il 16 ottobre, dovrà essere sottoposta alla deputazione amministratrice della Fondazione il prossimo 23 ottobre.
Soltanto allora si potrà verificare se l’orientamento espresso dal presidente troverà un sostegno collegiale.

📢 Segui il Blog di Max

Ricevi i nuovi post su WhatsApp o Telegram

📱 WhatsApp 📢 Telegram

La Fondazione si divide anche sul metodo

Il retroscena di Milano Finanza aggiunge un particolare che considero tutt’altro che secondario: l’iniziativa pubblica di Coppini avrebbe provocato irritazione anche tra alcuni componenti della deputazione amministratrice, che avrebbero preferito discutere prima la questione negli organi della Fondazione.
Se questa ricostruzione fosse confermata, il problema non riguarderebbe soltanto la convenienza dell’offerta di Intesa, ma anche il metodo con il quale il presidente ha deciso di affrontare una scelta particolarmente delicata.
Una Fondazione bancaria non è una struttura nella quale il presidente possa sostituirsi agli organi collegiali, soprattutto quando si tratta di assumere un orientamento destinato ad avere conseguenze importanti per il rapporto tra l’ente, la banca e il territorio.
Naturalmente, Coppini ha pieno titolo per esprimere una valutazione e per proporre una linea strategica, ma altra cosa è far apparire quella valutazione come una decisione già condivisa, quando la discussione ufficiale deve ancora svolgersi.
È proprio su questo terreno che si inseriscono le critiche espresse nei giorni scorsi dalla sindaca di Siena, Nicoletta Fabio, e dalla presidente della Provincia, Agnese Carletti, preoccupate per un’apertura a Intesa che non sarebbe stata preceduta da un adeguato confronto istituzionale (vedi post Mps, anche la Fondazione apre a Intesa. E a Siena le false dimissioni di Lovaglio fanno rumore del 17 novembre).

Il risultato è che una vicenda nata come confronto tra due strategie bancarie sta diventando anche una discussione sui rapporti di potere e sulle modalità con le quali vengono rappresentati gli interessi della città. E per chi conosce la storia del Monte e della Fondazione, non è certo una questione secondaria.

Una possibile convergenza politica tra PD e Fratelli d’Italia

Camilla Conti riferisce anche di un presunto incontro tra i responsabili economici nazionali del Partito Democratico e di Fratelli d’Italia, dal quale sarebbe emersa una convergenza favorevole alla soluzione Intesa.
Se confermata, sarebbe una notizia politicamente significativa, perché dimostrerebbe che l’operazione potrebbe raccogliere consensi trasversali anche tra forze politiche che, su molti altri temi, mantengono posizioni profondamente differenti.
Per il momento, tuttavia, si tratta di una ricostruzione giornalistica e non di un accordo politico ufficialmente annunciato.
Rimane poi da comprendere quale posizione intenda assumere il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, il cui atteggiamento viene descritto da Milano Finanza come particolarmente prudente rispetto alla rilevanza della vicenda.
La Regione, del resto, non può considerarsi estranea alle conseguenze di una possibile integrazione del Monte, soprattutto per quanto riguarda occupazione, funzioni direzionali, attività economiche e presenza territoriale.
Il rischio è che, mentre a livello nazionale maturano orientamenti favorevoli all’operazione, Siena continui a presentarsi divisa e senza una posizione sufficientemente condivisa da utilizzare in un eventuale confronto con Intesa.

Intesa delibera l’aumento di capitale: l’Opas procede

Sul versante societario, il Sole 24 Ore riferisce che il consiglio di amministrazione di Intesa Sanpaolo ha esercitato la delega conferita dall’assemblea straordinaria dello scorso settembre, deliberando l’aumento di capitale a servizio dell’offerta pubblica di acquisto e scambio sul Monte dei Paschi.
È un passaggio tecnico previsto nella struttura dell’operazione, ma rappresenta comunque un ulteriore avanzamento del progetto.
L’offerta di Intesa prevede l’assegnazione di 1,6 azioni Intesa Sanpaolo e di 1,25 euro in contanti per ogni azione MPS, dopo il miglioramento della componente cash deciso il 3 ottobre.
La componente in contanti era stata inizialmente fissata a un euro, ma è stata successivamente aumentata di 25 centesimi, nell’ambito di una proposta che rimane subordinata a condizioni precise.
In particolare, Intesa chiede che l’assemblea del Monte del 29 ottobre respinga le offerte su Banco BPM e Banca Generali e la riduzione del capitale collegata alla distribuzione straordinaria da 4 miliardi di euro prevista dal piano difensivo di Luigi Lovaglio.
È importante sottolineare che queste condizioni non comprendono la bocciatura della fusione tra MPS e Mediobanca, operazione che potrebbe quindi seguire un percorso distinto.
Il Sole 24 Ore riferisce inoltre che la Vigilanza ha già espresso un parere favorevole alla computabilità delle nuove azioni ai fini del capitale primario di classe 1, il CET1.
Si tratta di un elemento rilevante per la struttura patrimoniale dell’offerta, che non deve però essere confuso con il completamento di tutte le autorizzazioni e delle condizioni necessarie alla sua esecuzione.

Il fronte contrario a Lovaglio si rafforza, ma il voto deve ancora svolgersi

Secondo il Sole 24 Ore, il fronte degli azionisti contrari al piano difensivo di Lovaglio avrebbe ormai superato il 33% del capitale del Monte, una quota che potrebbe impedire l’approvazione delle principali delibere straordinarie.
Il quotidiano richiama le posizioni di Delfin, Caltagirone, Edizione-Benetton, Praude, Fondaco Lux e Goldstone Capital, oltre all’orientamento favorevole all’Opas espresso dal presidente della Fondazione MPS.

Anche in questo caso, però, è necessario distinguere tra le dichiarazioni formalmente espresse dai singoli soggetti, gli orientamenti attribuiti dalla stampa a partecipazioni riconducibili a determinati gruppi e le decisioni che devono ancora essere assunte dagli organi competenti.
La Fondazione MPS, ad esempio, non ha ancora deliberato collegialmente la propria adesione, mentre l’effettivo comportamento di voto dei diversi azionisti sarà verificabile soltanto in occasione dell’assemblea.

Resta comunque evidente che le possibilità di successo del piano di Lovaglio appaiono sempre più ridotte, anche perché la maggioranza qualificata dei due terzi del capitale rappresentato in assemblea costituisce un ostacolo particolarmente difficile da superare in presenza di un fronte contrario così consistente.
Il 29 ottobre si avvicina e, con esso, una decisione che potrebbe modificare profondamente il futuro del Monte.


Camilla Conti, MF-Milano Finanza, 20 ottobre 2026, «Fondazione Mps, Coppini vede gli enti soci di Intesa: prove di sinergie»;
Luca Davi, Il Sole 24 Ore, 20 ottobre 2026, «Intesa avanza su Mps, il cda esercita la delega sull’aumento per l’Opas»


🤖 Come viene usata l’intelligenza artificiale nel mio blog
Scopri come utilizzo l’IA per testi, immagini, ricerche e approfondimenti e quale parte del lavoro rimane sempre mia.
Leggi come utilizzo l’IA nel blog →

Tempo impiegato per la realizzazione del post: 1 ora e 10 minuti

Pubblicità

Pubblicato da Massimo Masi

Blog di Massimo Masi. Bolognese di nascita, piantato nella pianura, con una forte propaggine verso il mare. Non sono più quello di ieri, non so come sarò domani. Ma posso dirti come sono oggi, con i miei ieri (Alda Merini)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.