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Bff Bank cerca un partner mentre emergono nuove irregolarità: la crisi entra nella fase decisiva

una grande sala riunioni bancaria sotto tensione, con documenti sparsi sui tavoli recanti le scritte “Special Investigation”, “Interessi di mora”, “Controlli interni” e “Cartolarizzazione”. In primo piano: – una lente di ingrandimento sopra un bilancio aperto – due commissari osservano dossier finanziari accanto al cda – grafico di Borsa in forte calo con logo “BFF Bank”
Sul lato sinistro: – edificio di Bankitalia illuminato in modo severo – faldoni con timbri “Irregolarità” e “Audit” Sul lato destro: – figure di investitori e fondi osservano asset bancari con cartelli “Partner”, “OPA”, “Factoring”, ideazione e prompt ChatGPT, immagine di Gemini

La crisi di BFF Bank continua ad allargarsi e, giorno dopo giorno, assume sempre più i contorni di una vera crisi sistemica di governance, controlli interni e tenuta patrimoniale. Dopo i commissari in affiancamento nominati da Banca d’Italia, il crollo del titolo in Borsa e il boom delle posizioni short, emergono ora nuovi dettagli che aiutano a capire perché la Vigilanza sia intervenuta in modo così duro.


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Carlotta Scozzari (nella foto) su Repubblica racconta infatti di una “special investigation” interna che avrebbe portato alla luce «gravi carenze e irregolarità» all’interno della banca. Un’indagine delicatissima, avviata dall’internal audit e poi segnalata dal collegio sindacale a Bankitalia con il supporto di EY, dalla quale sarebbero emerse anomalie nella contabilizzazione degli incassi dal 2019 al 2023, finalizzate – secondo quanto riportato – a creare plusvalenze sugli interessi di mora.

Ma il tema non sarebbe soltanto contabile. Le contestazioni riguarderebbero anche la governance e il sistema dei controlli interni: flussi informativi incompleti verso gli organi societari, assenza di procedure adeguate e comportamenti manageriali non coerenti con i principi di sana e prudente gestione. Elementi che aiutano a comprendere perché, a marzo, Via Nazionale abbia deciso di affiancare al consiglio di amministrazione i commissari Raffaele Lener e Francesco Fioretto.

Situazione patrimoniale

Nel frattempo la situazione patrimoniale della banca resta sotto pressione. Il bilancio 2025, chiuso con un utile netto consolidato di 37 milioni, è stato firmato dai revisori di KPMG con un richiamo sulla continuità aziendale e su una «incertezza significativa». Un passaggio che, nei mercati finanziari, pesa moltissimo perché segnala come le criticità non siano più considerate temporanee o marginali.

Ed è proprio in questo contesto che Bff ha deciso di accelerare la ricerca di un partner industriale o finanziario.

Rosario Dimito (nella foto) sul Messaggero spiega che gli advisor Mediobanca e Morgan Stanley hanno inviato lettere a una rosa selezionata di soggetti interessati a entrare nel capitale o a rilevare asset strategici della banca.

Tra i nomi contattati compaiono Cherry Bank, Banca CF+, AMCO e fondi internazionali come JC Flowers e Cerberus Capital Management. Sul tavolo ci sono diverse ipotesi: ingresso nel capitale, aumento riservato, acquisizione di rami d’azienda o addirittura una possibile Opa nel caso emergesse un’offerta per il controllo.

Parallelamente prosegue il progetto di maxi-cartolarizzazione fino a 1,2 miliardi, seguito da JPMorgan Chase e PwC, con l’obiettivo di alleggerire il profilo di rischio e riportare i ratio patrimoniali sopra le soglie richieste dalla Vigilanza.

Il punto centrale, però, è che la vicenda Bff non viene più letta soltanto come una crisi di mercato. È diventata una crisi di fiducia. Fino a pochi mesi fa la banca veniva considerata un piccolo gioiello del credito specializzato italiano, capace di generare margini elevati grazie al factoring verso la Pubblica Amministrazione. Oggi quello stesso modello è sotto revisione, mentre il mercato si interroga sulla qualità dei controlli, sulla governance e sulla sostenibilità futura del business.

La ricerca di un partner rappresenta quindi qualcosa di più di una semplice operazione finanziaria: è il tentativo di ricostruire credibilità prima ancora che capitale.

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Pubblicato da Massimo Masi

Blog di Massimo Masi. Bolognese di nascita, piantato nella pianura, con una forte propaggine verso il mare. Non sono più quello di ieri, non so come sarò domani. Ma posso dirti come sono oggi, con i miei ieri (Alda Merini)

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