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Unipol e il “disegno” di Cimbri: perché il gruppo bolognese vuole diventare il regista della nuova banca italiana

Immagine creata da ChatGPT in base al testo del post

C’è un passaggio nelle dichiarazioni rese da Carlo Cimbri davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche che merita attenzione. Quando gli viene chiesto del risiko bancario, il presidente di Unipol quasi respinge la definizione stessa di “risiko”. Per lui non si tratta di una partita giocata a colpi di mosse improvvise, ma di un percorso industriale costruito nel tempo, un vero e proprio disegno strategico.

Ed è probabilmente questa la chiave per comprendere il ruolo di Unipol nell’operazione che ruota attorno a Monte dei Paschi di Siena.


Come raccontano Andrea Rinaldi sul Corriere della Sera, Luca Davi sul Sole 24 Ore, Camilla Conti su Il Giornale, Roberta Amoruso sul Messaggero, Anna Di Rocco su MF e Giuseppe Colombo su Repubblica,


Cimbri ha voluto chiarire un concetto fondamentale: oggi l’operazione è totalmente nelle mani di Intesa Sanpaolo. Unipol e Bper, almeno formalmente, sono ancora spettatori.

È una precisazione importante perché nelle ultime settimane il gruppo bolognese è stato descritto quasi come il vero regista dell’operazione. In realtà, come ha spiegato Cimbri, fino a quando l’Opas di Intesa su Mps non avrà ottenuto le autorizzazioni necessarie e raggiunto la soglia minima di adesione, Unipol non entrerà concretamente in campo.

Ma è altrettanto vero che il progetto successivo è già delineato.

L’idea è nota: acquisire da Intesa circa 635 filiali del Monte, insieme al marchio e a una parte rilevante delle attività della banca senese, per poi proporne l’integrazione con Bper. Una mossa che consentirebbe a Unipol di rafforzare ulteriormente quel modello bancassicurativo costruito pazientemente negli ultimi quindici anni.

Dietro questa strategia c’è una convinzione che Cimbri ha ribadito più volte. Le banche non sono soltanto una fonte di utili finanziari. Sono soprattutto una straordinaria rete distributiva per i prodotti assicurativi (vedi post Da Fondiaria-Sai a Monte dei Paschi: la lunga marcia di Cimbri che sta cambiando Unipol del 10 giugno).

È esattamente ciò che è avvenuto con Bper. Quando Unipol è entrata nel capitale della banca emiliana, l’istituto aveva dimensioni molto inferiori a quelle attuali. Oggi Bper è diventata uno dei principali gruppi bancari italiani e rappresenta un tassello essenziale nella distribuzione delle polizze del gruppo assicurativo bolognese.

Per questo motivo Cimbri continua a sostenere che l’operazione non rappresenta una deviazione dalla strategia storica di Unipol ma, al contrario, il suo naturale sviluppo.

Un altro aspetto interessante emerso dall’audizione riguarda il marchio Monte dei Paschi.

Molti osservatori avevano immaginato che, in caso di fusione con Bper, il nome della banca senese sarebbe stato destinato a scomparire. Invece Cimbri ha spiegato esattamente il contrario. Dal suo punto di vista, il marchio Monte dei Paschi possiede una forza commerciale superiore a quella di Bper perché rappresenta la banca più antica del mondo e conserva un valore storico e identitario difficilmente replicabile.

Non è un caso che tra le ipotesi sul tavolo vi siano denominazioni come “Banca Monte dei Paschi” oppure “Bper Monte Paschi”.

La scelta racconta molto dell’approccio di Unipol. Non una semplice acquisizione di sportelli ma la costruzione di una nuova identità bancaria nazionale.

Interessante anche il capitolo Generali.

Negli ultimi giorni qualcuno aveva ipotizzato che l’operazione Intesa-Mps potesse avere effetti indiretti sui rapporti tra Unipol e il Leone di Trieste, soprattutto considerando che l’acquisizione di Mediobanca porterebbe in dote a Intesa anche la storica partecipazione nella compagnia assicurativa triestina.

Cimbri ha chiuso rapidamente ogni speculazione. Generali resta un concorrente e continuerà ad esserlo. L’operazione su Monte dei Paschi, ha spiegato, non modifica in alcun modo gli equilibri competitivi tra i due gruppi assicurativi.

Forse il messaggio più significativo emerso dall’audizione è però un altro.
Unipol continua a ragionare con un orizzonte temporale molto lungo. Mentre molti protagonisti del sistema bancario sembrano muoversi inseguendo le opportunità del momento, il gruppo bolognese appare concentrato sulla costruzione di un modello integrato banca-assicurazione che procede per tappe successive: Bper, Carige, Popolare di Sondrio e ora, potenzialmente, Monte dei Paschi.

Che poi questo venga chiamato risiko o disegno strategico dipende dai punti di vista. A giudicare dai risultati ottenuti finora da Carlo Cimbri, è difficile sostenere che sia soltanto una partita giocata d’istinto.

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Pubblicato da Massimo Masi

Blog di Massimo Masi. Bolognese di nascita, piantato nella pianura, con una forte propaggine verso il mare. Non sono più quello di ieri, non so come sarò domani. Ma posso dirti come sono oggi, con i miei ieri (Alda Merini)

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