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Unipol, assise il 30 luglio, aumento già coperto a metà

Immagine creata da ChatGPT in base al contenuto del post


Prima l’operazione, poi il capitale. È questo il messaggio che arriva dal consiglio di amministrazione di Unipol, che ha convocato per il 30 luglio l’assemblea chiamata ad approvare l’aumento di capitale fino a 2,5 miliardi di euro, indispensabile per finanziare l’acquisto delle 635 filiali di Monte dei Paschi che Intesa Sanpaolo cederà in caso di successo dell’Opas sulla banca senese.


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L’aspetto più interessante, però, è che l’operazione parte già con basi molto solide. Le cooperative socie, che controllano circa il 49% del capitale di Unipol, hanno infatti confermato l’impegno a sottoscrivere integralmente la propria quota dell’aumento. In pratica, oltre un miliardo di euro è già virtualmente garantito ancora prima dell’apertura dell’offerta sul mercato. Un segnale di fiducia che conferma quanto il sistema cooperativo continui a credere nella strategia costruita da Carlo Cimbri.

A rafforzare ulteriormente il progetto arriva anche il sostegno di JP Morgan, che ha sottoscritto un accordo di pre-underwriting impegnandosi, alle consuete condizioni di mercato, a garantire la sottoscrizione delle eventuali azioni che dovessero rimanere inoptate. È un passaggio tecnico, ma estremamente significativo: significa che il rischio di un aumento di capitale incompleto viene fortemente ridotto e che il mercato dispone già di una rete di sicurezza.

L’operazione conferma ancora una volta come Unipol stia giocando una partita molto diversa da quella raccontata quotidianamente come semplice “risiko bancario”. Il progetto punta infatti a creare, attraverso l’integrazione con BPER, un nuovo grande polo del credito italiano, forte di circa 2.600 sportelli, oltre 225 miliardi di raccolta diretta e circa 170 miliardi di impieghi, mantenendo il marchio Monte dei Paschi, che Carlo Cimbri ha più volte definito commercialmente più forte rispetto a quello di BPER.

Anche il mercato sembra credere nella strategia. Dall’annuncio dell’operazione il titolo Unipol ha registrato un progresso di circa il 15%, segnale che gli investitori vedono nell’acquisizione non soltanto un’espansione dimensionale, ma anche un’opportunità di crescita per il business assicurativo, che potrà contare su una rete distributiva ancora più ampia.

C’è poi un particolare che merita attenzione. JP Morgan non è soltanto il garante dell’aumento di capitale, ma è anche uno dei principali azionisti di BPER. Un elemento che, pur rientrando nelle normali dinamiche dei grandi gruppi finanziari internazionali, dimostra come attorno al progetto si stia costruendo un sistema di alleanze finanziarie che va ben oltre i confini italiani.

Insomma, mentre molti continuano a leggere questa vicenda come una semplice operazione di consolidamento bancario, Unipol sta predisponendo con metodo tutti i tasselli necessari perché, se l’Opas di Intesa su Monte dei Paschi andrà in porto, il progetto possa partire senza incertezze finanziarie. L’assemblea del 30 luglio rappresenterà dunque un passaggio fondamentale, perché metterà gli azionisti davanti a una scelta destinata a ridisegnare il futuro del gruppo e, probabilmente, anche gli equilibri dell’intero sistema bancario italiano.

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Pubblicato da Massimo Masi

Blog di Massimo Masi. Bolognese di nascita, piantato nella pianura, con una forte propaggine verso il mare. Non sono più quello di ieri, non so come sarò domani. Ma posso dirti come sono oggi, con i miei ieri (Alda Merini)

2 Risposte a “Unipol, assise il 30 luglio, aumento già coperto a metà”

  1. Se mi posso permettere una battuta, anche il Presidente di JP Morgan è fortemente contrario allo smart working e l’ha subito eliminato. Questo nuovo polo bancario-assicurativo sarà incentrato sul lavoro in presenza 🙂

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