

La lunga partita tra UniCredit e Commerzbank sembra ormai arrivata a uno dei passaggi più importanti, perché dopo mesi di acquisti azionari, offerte, confronti con il governo tedesco e discussioni sulle possibili modalità di integrazione, Andrea Orcel (nella foto) attende il via libera della Banca centrale europea per trasformare il peso finanziario conquistato nella banca di Francoforte in un controllo sempre più concreto della sua governance. E questa volta a confermare che la decisione si avvicina non sono soltanto le indiscrezioni degli ambienti finanziari, ma la stessa amministratrice delegata di Commerzbank, Bettina Orlopp, che in un’intervista a Bloomberg TV ha dichiarato di attendersi l’autorizzazione «nei prossimi giorni o nelle prossime settimane».
È un passaggio che merita attenzione, soprattutto perché soltanto poche settimane fa il confronto sembrava concentrato sulla possibilità di raggiungere un accordo industriale tra UniCredit e Commerzbank, mentre oggi la discussione riguarda sempre più apertamente i tempi del cambio di controllo e il futuro delle persone chiamate a guidare la banca tedesca.
Come abbiamo raccontato nei precedenti articoli, la posizione di Orlopp si è progressivamente modificata, passando dalla difesa dell’autonomia di Commerzbank alla disponibilità a discutere forme di collaborazione e persino un’eventuale fusione inversa con Hvb, la controllata tedesca di UniCredit. Ma questa maggiore apertura non significa necessariamente che la manager possa conservare il proprio incarico, perché la questione centrale non è più soltanto quale sarà il futuro di Commerzbank, ma chi avrà il potere di deciderlo.
La BCE può aprire la strada al controllo, ma la partita autorizzativa non è ancora conclusa

Secondo quanto riferisce Andrea Deugeni (nella foto) su MF-Milano Finanza, il 15 ottobre rappresenta una data particolarmente attesa a Piazza Gae Aulenti, perché da questo momento potrebbe arrivare la notifica dell’autorizzazione della BCE all’assunzione del controllo di Commerzbank. Si tratta di un passaggio decisivo per UniCredit, che ha costruito una posizione prossima al 50% del capitale e dei diritti di voto della banca tedesca, considerando anche gli effetti delle operazioni sui derivati e dell’annullamento di azioni proprie.
È tuttavia importante distinguere il via libera della vigilanza bancaria dal completamento dell’intera operazione. L’autorizzazione della BCE, infatti, non coincide automaticamente con l’approvazione di una fusione societaria, né determina da sola la sostituzione degli organi di governo di Commerzbank, perché rimangono ulteriori passaggi regolamentari e societari che dovranno essere affrontati nei prossimi mesi.
La Commissione europea, alla quale è stata notificata l’operazione, ha fissato al 16 novembre il termine previsto per il proprio esame, mentre resta da completare anche il percorso presso l’autorità competente polacca, in relazione alla presenza di mBank nel gruppo Commerzbank. Bettina Orlopp ha indicato come orizzonte per il completamento delle autorizzazioni la fine del 2026 o, al più tardi, l’inizio del 2027, confermando così un calendario sostanzialmente coerente con quello che abbiamo seguito nelle ultime settimane.
In altre parole, Orcel sembra ormai vicino a ottenere gli strumenti necessari per esercitare un’influenza determinante sulla banca tedesca, ma non siamo ancora davanti a un’integrazione completata. Ed è una distinzione che ritengo fondamentale, soprattutto quando alcuni titoli giornalistici danno quasi per conclusa una vicenda che presenta ancora diversi aspetti da definire.
Il vero passaggio sarà il consiglio di sorveglianza. E Orlopp lo sa benissimo
Una volta ottenute le autorizzazioni, UniCredit potrebbe accelerare sulla governance attraverso la convocazione di un’assemblea straordinaria di Commerzbank nei primi mesi del 2027, con gennaio o febbraio indicati dalla stampa come possibili finestre temporali.
L’obiettivo attribuito a Orcel sarebbe quello di sostituire i dieci componenti del consiglio di sorveglianza espressi dagli azionisti, su un totale di venti membri, mentre gli altri dieci continuerebbero a rappresentare i lavoratori secondo il sistema tedesco della cogestione. Un cambiamento di questa portata consentirebbe a UniCredit di incidere direttamente sulla scelta del presidente del consiglio di sorveglianza e, attraverso i poteri di quest’ultimo organo, sulla composizione del management e sulla strategia industriale.

Ed è proprio su questo punto che diventano particolarmente significative le dichiarazioni di Bettina Orlopp (nella foto), riportate da tutte e tre le testate.
La manager ha ricordato di avere un contratto fino al 2029, ma ha anche spiegato che la sua permanenza dipende dalla fiducia del consiglio di sorveglianza e dalla condivisione della strategia aziendale, precisando che resterà alla guida di Commerzbank finché queste condizioni saranno soddisfatte.
Una posizione formalmente comprensibile, ma che assume un significato completamente diverso se consideriamo che proprio il consiglio dal quale Orlopp chiede fiducia potrebbe essere profondamente rinnovato nel giro di pochi mesi.

Nei precedenti articoli abbiamo già parlato delle indiscrezioni su Michael Diederich (nella foto), ex amministratore delegato di Hvb e attualmente dirigente di Deutsche Bank, indicato dalla stampa tedesca e italiana come uno dei possibili candidati alla successione. Il suo profilo avrebbe una logica industriale evidente, perché conosce UniCredit, ha lavorato con Orcel e potrebbe rappresentare una figura adatta a gestire l’integrazione tra due grandi realtà bancarie tedesche, ma non esiste ancora alcuna nomina ufficiale e sarebbe quindi prematuro considerare la sostituzione di Orlopp come una decisione già presa.

La stessa cautela vale per Jens Weidmann (nella foto), presidente del consiglio di sorveglianza, il cui mandato arriva al rinnovo assembleare della primavera 2027 e che potrebbe essere coinvolto nel riassetto della governance.
Il destino dei due vertici appare sempre più legato all’esito della partita azionaria e regolamentare, ma il loro addio non è ancora un fatto acquisito.
Orlopp apre alle sinergie, ma restano le divergenze sulla strategia industriale
C’è un altro passaggio dell’intervista che considero particolarmente interessante, perché Orlopp ha riconosciuto apertamente la possibilità di ottenere vantaggi dall’appartenenza a un gruppo bancario più grande, citando in particolare gli acquisti centralizzati, i progetti di grandi dimensioni e gli investimenti informatici.
Sono parole che confermano un cambiamento significativo rispetto alla fase iniziale dello scontro, quando il management di Commerzbank insisteva soprattutto sulla capacità della banca di creare valore autonomamente, senza bisogno di un’integrazione con UniCredit.
Ora, invece, la discussione sembra spostarsi sempre più sulle modalità attraverso le quali realizzare le sinergie e sulle condizioni alle quali Commerzbank potrebbe entrare stabilmente nell’orbita di Piazza Gae Aulenti.
Questo non significa che siano scomparse le divergenze, perché una delle questioni ancora aperte riguarda la rete internazionale della banca tedesca. Orcel, secondo le ricostruzioni giornalistiche delle ultime settimane, vorrebbe ridimensionare alcune attività considerate meno strategiche e concentrare maggiormente le risorse sui mercati principali, mentre Orlopp attribuisce un valore importante alla capacità di Commerzbank di accompagnare all’estero le imprese tedesche.
È una differenza che non riguarda soltanto la riduzione dei costi, ma il modello industriale della futura banca, perché il governo di Berlino continua a chiedere garanzie sulla permanenza della sede a Francoforte, sul mantenimento della quotazione e soprattutto sul sostegno finanziario alle piccole e medie imprese che rappresentano una componente fondamentale dell’economia tedesca.
Proprio per questo la fusione inversa tra Commerzbank e Hvb, della quale ci siamo occupati ampiamente nei precedenti articoli, resta una delle soluzioni più interessanti, in quanto potrebbe consentire a UniCredit di rafforzare il controllo industriale mantenendo contemporaneamente una struttura societaria e una quotazione tedesche.
Ma anche questa è ancora un’ipotesi da negoziare, valutare e sottoporre alle necessarie approvazioni, non un accordo già raggiunto con Berlino.

Il Giornale, G. De F., «UniCredit, Commerz alla resa», 15 ottobre 2026.
MF-Milano Finanza, Andrea Deugeni, «In arrivo il via libera della Bce al controllo di UniCredit su Commerzbank», 15 ottobre 2026.
Il Sole 24 Ore, L. D., «Commerz: verso Ok Bce al controllo di UniCredit», 15 ottobre 2026.
Dichiarazioni di Bettina Orlopp a Bloomberg TV, riprese dalle tre testate.
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