
Sindacati confederali: la frattura si allarga. UIL sempre più lontana da Landini
Che le difficoltà e le differenze tra i sindacati confederali stessero emergendo in modo evidente, lo avevo già ipotizzato nel post “Sindacati confederali: autunno rosso tra unità smarrita e scontri all’orizzonte” del 28 agosto.

In quell’articolo evidenziavo le divergenze tra le tre grandi organizzazioni, anche alla luce dell’elezione di Daniela Fumarola (nella foto)alla guida della Cisl, e anticipavo che PierPaolo Bombardieri si stava progressivamente allontanando da Maurizio Landini.

Gli applausi per il leader della UIL, contrapposti ai fischi per il segretario della CGIL, erano il segnale di un cambiamento profondo.
Dal Multiverso alla realtà
Su questo tema avevo anche ironizzato nel post “Madre Giorgia e i suoi figli ribelli (Maurizio e PierPaolo)” del 30 ottobre, la parabola del figliol prodigo in versione sindacale, nel mio “Multiverso di Altedo”.
Ebbene, il momento della verità è arrivato.
Venerdì – sempre questi venerdì, ma aboliteli per decreto – Landini, dall’assise di Firenze, ha annunciato uno sciopero generale per il 12 dicembre, sempre un venerdì.
Apriti cielo da parte del governo e della destra politica.
Ritornerò nei prossimi giorni sul tema dello “scandalo dello sciopero di venerdì”.
CISL si sfila, UIL prende tempo
Immediata la presa di posizione di Daniela Fumarola (CISL): nessuna adesione allo sciopero generale.
Anzi, il giorno dopo, sabato, il sindacato sarà in piazza per promuovere il “Cammino della Responsabilità”, un’iniziativa aperta a lavoratori e cittadini per costruire un nuovo patto per la crescita, il lavoro e la coesione sociale, con il coinvolgimento di governo e parti sociali.
E Bombardieri?
Tace e aspetta.
Le decisioni arriveranno mercoledì, con la riunione dell’Esecutivo UIL a Roma.
Ma le agenzie di scommesse non quotano l’adesione allo sciopero del 12 dicembre…😁😁😁
Bombardieri e la “nuova linea morbida”
Nelle dichiarazioni rilasciate alla stampa – anche a giornali “amici” del governo – Bombardieri ha definito la Legge Finanziaria 2025 “un passo avanti rispetto al passato”, apprezzando l’apertura al confronto e la detassazione degli aumenti contrattuali.
Ha tuttavia sottolineato la necessità di “migliorare il testo” su pensioni, fisco, sanità e salari.
Il segretario UIL ha ribadito che il compito del sindacato è “modificare le cose che non vanno nella manovra”, segnalando una strategia di mobilitazione soft: assemblee regionali, confronto col Parlamento, ma niente sciopero (almeno per ora).
Contratti separati e rottura di fatto
La distanza da Landini si misura anche nei contratti.
La UIL sta firmando accordi separati, laddove la CGIL si è sfilata.
Tra gli esempi più rilevanti:
- il rinnovo del CCNL Funzioni Centrali (4 novembre 2025), firmato dalla UIL ma non dalla CGIL;
- il contratto del comparto Istruzione e Ricerca 2022-2024, sottoscritto da UIL, CISL e altre sigle, ma non dalla CGIL, che ha denunciato la mancata copertura dell’inflazione.

Una inversione a U che Pierpaolo Bombardieri (nella foto) giustifica come “rilancio della contrattazione nei luoghi di lavoro”, ma che molti sindacati autonomi bollano come “folgorazione sulla via di Damasco”.
Appaiono davvero poca cosa le giustificazioni di UILPA per la firma del Contratto delle Funzioni Centrali le motivazioni addotte:
- le detassazioni dei primi di produttività, nel pubblico l’incidenza sono poca cosa;
- la riduzione dei tempi di erogazione del TFR/tfs effetto delle sentenze della Corte Costituzionale a seguito di ricorsi della CONFSAL-UNSA;
- le revisioni delle aliquote Irpef
Le conseguenze: una frammentazione che favorisce la destra
Se le categorie più forti della UIL: pubblico impiego e similari, assieme alle categorie che hanno – da sempre – mal vissuto la vicinanza con la CGIL (metalmeccanici su tutti), appare chiaro e scontata la decisione che la UIL assumerà mercoledì prossimo nel proprio parlamentino.
Il resto sembra ormai scritto.
Perfino Bombardieri, con un sorriso, ha definito la situazione “la crisi del settimo anno” con Landini, dimenticando però che è segretario generale solo dal luglio 2020…
La tabella di confronto presentata da Perplexity è sintomatica delle diverse posizioni assunti da Bombardieri e Landini
Tabella di confronto
Il punto politico è chiaro: una manovra che favorisce i più forti e lascia irrisolti i nodi della sanità e dei salari, trova di fronte un sindacato confederale diviso in tre rivoli.
E, come insegna la storia, la frammentazione sindacale fa gioco alla destra.
Siamo andati oltre le previsioni del mio articolo dell’agosto 2025.
E da questa crisi, oltre alla destra, a guadagnarci saranno i sindacati autonomi che se ripeteranno il “botto” fatto con lo sciopero sulla Palestina, apriranno una seria riflessione anche a sinistra.
Tanto ormai, per i confederali, sembra che le tessere contano più degli iscritti.
E questo sembra essere il loro nuovo mantra.