
L’amore non basta
Il nuovo libro di Roberto Costantini
Introduzione
Ancora un giallo – dopo quello di Pulixi (Recensione de: “Tutte le ragazze mentono” di Piergiorgio Pulixi) – che ci parla della Sardegna. Ambientato tra il 1984 e il presente, il romanzo costruisce una narrazione su più piani geografici e temporali: Lampedusa come luogo della memoria, la Sardegna come teatro principale dei fatti, e il Nord Europa come spazio finale di verità e resa dei conti.
È un impianto narrativo ambizioso, che tiene insieme indagine, memoria e conseguenze a distanza di decenni.
Aneddoti personali
E’ il primo libro di Costantini che leggo e recensisco
Recensione
Il protagonista è il commissario Michele Balistreri, figura dura e irregolare, trasferito “per punizione” alla questura di Nuoro. Siamo negli anni in cui la Sardegna barbaricina è segnata dalla piaga dei sequestri di persona, una realtà criminale che il romanzo restituisce con toni crudi e realistici.
Il caso che inaugura l’indagine è tra i più drammatici: il rapimento di una bambina, ritrovata senza vita in un nascondiglio sotterraneo tra i monti sopra Orgosolo. Un evento che segna profondamente il commissario e definisce subito il tono della storia.
Accanto a Balistreri c’è il giovane agente Filippo Martiradonna, sardo, uomo di famiglia, distante anni luce dal suo superiore. Il contrasto tra i due è uno degli elementi più riusciti del romanzo: da una parte metodi duri, cinismo e rabbia; dall’altra una visione più pacata, quasi fatalista, radicata nella cultura locale.
Dopo la prima indagine, Balistreri torna a Roma, ma il suo equilibrio è ormai compromesso. Sullo sfondo scorrono anche frammenti di vita quotidiana e memoria collettiva — come la finale di Coppa dei Campioni tra Roma e Liverpool — che contribuiscono a collocare il racconto in un contesto storico preciso.
Quando un nuovo rapimento colpisce il figlio di una famiglia ricca legata agli ambienti immobiliari romani e alla criminalità, il caso si complica. Le indagini si indirizzano verso i pastori dell’entroterra, ma la realtà si rivela molto più articolata.
Il romanzo accelera: inseguimenti, omicidi, faide e tradimenti costruiscono una trama densa, dove le responsabilità si moltiplicano e le certezze si sgretolano. Di fronte a un’indagine che sembra sfuggire di mano, Balistreri viene richiamato in Sardegna.
La soluzione arriverà, ma non senza conseguenze. E soprattutto, non senza lasciare zone d’ombra.
La vera forza del romanzo emerge nel secondo livello temporale. Quarant’anni dopo, Balistreri è un uomo anziano, in pensione, apparentemente pacificato. Eppure quella vicenda non è mai stata davvero chiusa.
Dalla memoria di Lampedusa fino ai paesaggi del Nord Europa, il commissario intraprende un ultimo viaggio per ricostruire ciò che è rimasto irrisolto. È una ricerca che va oltre la giustizia: riguarda la coscienza, il senso di colpa, la necessità di dare un significato definitivo al passato.
Conclusioni
Il romanzo si muove tra thriller e racconto esistenziale, mantenendo alta la tensione narrativa ma inserendo una riflessione più ampia sul tempo e sulle conseguenze delle scelte.
Come suggerisce efficacemente la prefazione, non ci sono veri “buoni”: i personaggi sono attraversati da ambiguità e contraddizioni, a partire dallo stesso Balistreri.
Un thriller solido, ben scritto, capace di tenere il lettore sospeso fino all’ultimo.
Consigliato.
Citazioni

Note
Letto su Kindle
