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Mps, vigilia rovente: BlackRock con Lovaglio, ma il cda resta avanti nella corsa finale

una grande sala assembleare alla vigilia del voto, con due blocchi di capitale contrapposti su un tavolo luminoso. Da un lato la scritta “Lista CDA” circondata da tessere con i nomi Caltagirone 13,5%, Vanguard 3%, Edizione 1,45%. Dall’altro la scritta “Lista Plt – Lovaglio” con le tessere BlackRock 4,98% e Norges 2,4% illuminate. Elemento centrale: un grande tabellone elettronico con la scritta “Assemblea 15 aprile” e due barre che quasi si inseguono, ma con quella del cda leggermente avanti. Sul lato sinistro: Luigi Lovaglio con dossier “Continuità” e “Piano MPS”, in atteggiamento combattivo.
Sul lato destro: Fabrizio Palermo e Nicola Maione accanto a dossier “Governance”, “Stabilità”, “Lista CDA”.
Sfondo: Rocca Salimbeni illuminata di notte, con sagome in ombra etichettate Delfin e Banco Bpm ancora indecise.
Dettagli visivi: documenti “Proxy Advisors”, “Seconda votazione”, “Fit & Proper”, frecce di capitale che si spostano e un calendario fermo sul 15 aprile. ideazione e prompt ChatGPT, immagine di Gemini

Siamo arrivati all’ultima notte prima dell’assemblea che deciderà il nuovo vertice di Monte dei Paschi.
E come spesso succede nelle partite vere, quelle che sembravano quasi instradate si complicano proprio all’ultimo.
Le ricostruzioni di Daniela Polizzi sul Corriere della Sera, di Andrea Deugeni e Luca Gualtieri su Milano Finanza, di Andrea Greco e Giovanni Pons su Repubblica, di Luca Davi sul Sole 24 Ore e di Giuliano Balestrieri su La Stampa convergono su un punto: il fronte dei fondi non è compatto, ma la lista del cda continua a partire in vantaggio.

BlackRock

La novità più rumorosa è il posizionamento di BlackRock.
Il grande gestore americano, terzo azionista del Monte, si sarebbe orientato verso la lista di Plt Holding, cioè quella che ripropone Luigi Lovaglio (nella foto) come amministratore delegato. È una scelta significativa non solo per il peso del nome, ma perché va contro la linea indicata dai proxy advisor, che avevano raccomandato il voto per la lista del cda. In questo senso BlackRock dà a Lovaglio un riconoscimento politico prima ancora che numerico: dice al mercato che la sua candidatura non è affatto marginale e che l’idea della continuità manageriale conserva ancora un fascino importante presso una parte degli investitori istituzionali.

Vanguard

Il problema, per Lovaglio, è che dall’altra parte si è ormai formato un blocco più largo e più strutturato. Vanguard sarebbe orientata verso la lista del cda. Caltagirone, salito al 13,5%, conferma il proprio sostegno al ticket Maione-Palermo (nella foto).
Edizione, cioè la holding dei Benetton, dovrebbe allinearsi allo stesso fronte.
E lo stesso schema viene letto come probabile anche per una parte delle casse e di altri investitori italiani. Mettendo insieme questi pezzi, la lista del board punta a superare il 30% del capitale, una soglia che non chiude matematicamente la partita ma la rende oggettivamente più favorevole.

Per questo la vera domanda non è più soltanto chi sostenga chi, ma con quante azioni effettive ci si presenterà in assemblea. Su questo punto tutte le fonti invitano alla prudenza. Non basta sapere che un fondo è schierato: bisogna capire quanto capitale abbia realmente depositato e quanto voterà davvero. È un dettaglio solo in apparenza tecnico, perché proprio qui si annida il margine della contesa. Sia Norges sia BlackRock, per esempio, potrebbero non portare in assemblea l’intero pacchetto teoricamente posseduto. E questo spiega perché, pur con due endorsement pesanti per la lista Plt, il campo non si sia ribaltato.

Delfin e Banco BPM

L’altro grande sospeso resta Delfin.
Il 17,5% della holding della famiglia Del Vecchio continua a essere il vero enigma della vigilia. Le letture prevalenti vanno verso l’astensione, che finirebbe per favorire indirettamente la lista del cda. Ma proprio perché siamo alla vigilia, nessuno può escludere del tutto un colpo di scena.
Repubblica insiste sul fatto che per Delfin la scelta sia delicatissima anche per il riflesso futuro su Generali: appoggiare apertamente una parte o l’altra non è solo una decisione su Siena, ma una mossa dentro gli equilibri più larghi della finanza italiana.

C’è poi il nodo Banco Bpm, altro snodo della giornata. Piazza Meda decide all’ultimo, e anche qui la logica suggerirebbe che un voto ostile al cda di Mps sarebbe difficile da spiegare, soprattutto in un momento in cui la stessa Banco Bpm si presenta al mercato chiedendo appoggio alla propria lista di continuità. Però la prudenza resta obbligatoria: fino a quando non si voterà davvero, tutto resta formalmente aperto.

La fotografia finale della vigilia, quindi, è questa. Lovaglio è più vivo di quanto sembrasse qualche giorno fa. L’appoggio di Norges e BlackRock impedisce di raccontare la lista Plt come una candidatura di pura testimonianza. Ma allo stesso tempo il blocco che sostiene il cda appare più largo, più organizzato e più vicino a quella soglia che consente di pensare a una vittoria netta nel primo turno.

E tuttavia questa non è un’assemblea come le altre. La nuova Legge Capitali apre la porta a una seconda votazione sui singoli candidati della lista vincente. Significa che anche se Maione e Palermo dovessero vincere sul piano delle liste, il consiglio finale potrebbe uscire dall’assemblea meno compatto e meno scontato di quanto dica il risultato generale. È qui che si nasconde l’ultima vera suspense di questa saga: non solo chi vincerà, ma con quale squadra e con quale equilibrio interno.

Insomma, alla vigilia il quadro si può riassumere così: il cda è ancora favorito, Lovaglio ha rimesso pressione al sistema, i fondi si sono divisi più del previsto e il voto di domani non sarà solo una conta, ma un test di potere. Su Mps, su Mediobanca e, in controluce, anche su Generali.

Domani si vota. E a quel punto finiranno le ipotesi. Cominceranno i fatti.

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Pubblicato da Massimo Masi

Blog di Massimo Masi. Bolognese di nascita, piantato nella pianura, con una forte propaggine verso il mare. Non sono più quello di ieri, non so come sarò domani. Ma posso dirti come sono oggi, con i miei ieri (Alda Merini)

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