
Nel post La mia analisi sul rinnovo del CCNL ANIA: aumenti, Intelligenza Artificiale e futuro del lavoro assicurativo del 19 maggio scrivevo:
“C’è poi un capitolo controverso che è stato sollevato da diversi miei lettori: quello dell’assorbibilità degli aumenti economici in caso di passaggio di livello. Un problema che nel contratto dei bancari era stato risolto. Mi auguro che, al momento della stesura definitiva dell’articolato, venga inserita una declaratoria chiarificatrice”.
Ebbene, il dibattito nato attorno a questo tema è stato molto forte.
Segno che, al di là delle cifre e dei comunicati ufficiali, esistono questioni concrete che incidono direttamente sulla vita lavorativa quotidiana delle persone.
Molti lettori mi hanno scritto sostenendo che nel settore assicurativo gli ad personam e i superminimi siano utilizzati in maniera molto più ampia rispetto al credito, anche perché i minimi tabellari del contratto ANIA risultano storicamente inferiori a quelli bancari.
Inoltre, diversi lavoratori mi hanno fatto notare che nei contratti individuali compare spesso una clausola che consente all’azienda, a proprio insindacabile giudizio, di assorbire futuri aumenti economici.
Per capire meglio la questione ho voluto confrontarmi con due esponenti sindacali esperti del settore.
Da questi confronti è emerso innanzitutto che la presenza di ad personam nel comparto assicurativo è effettivamente molto diffusa. Ed è emerso anche che le osservazioni dei lavoratori non sono affatto campate in aria: in molti casi gli aumenti possono essere assorbiti e la scelta dipende dalle politiche aziendali.
Ecco perché credo sia opportuno che il sindacato chiarisca bene questo punto prima delle assemblee di approvazione del contratto.
Non tanto per alimentare polemiche, quanto per evitare inevitabili tensioni e incomprensioni tra lavoratrici e lavoratori nel momento in cui arriveranno concretamente gli aumenti in busta paga.
C’è poi un secondo tema che continua a generare domande: quello degli inquadramenti e della fungibilità.
Molti si chiedono se sia vero che un quarto livello possa trovarsi a svolgere mansioni che, fino a qualche rinnovo contrattuale fa, erano attribuite a un funzionario di primo livello, almeno per i primi dodici mesi previsti dalla nuova fungibilità tra quarto e quinto livello.
Anche qui il dubbio è legittimo.
Perché il tema vero non è soltanto il livello formale, ma il rapporto tra: mansioni effettive, responsabilità, riconoscimento professionale e tempi di crescita economica e contrattuale.
Ed è probabilmente proprio questo il punto che continuerà ad accompagnare i prossimi rinnovi del settore assicurativo. Da anni ANIA prova a rendere più flessibile il sistema degli inquadramenti e, rinnovo dopo rinnovo, qualche piccolo passo viene comunque compiuto.
Per questo motivo credo che, prima o poi, il settore dovrà affrontare apertamente la questione. Non dentro una trattativa serrata e compressa dai tempi, ma con un confronto vero sul modello organizzativo del lavoro assicurativo del futuro.
Anche perché l’arrivo dell’Intelligenza Artificiale, della digitalizzazione e dei nuovi modelli operativi renderà inevitabilmente sempre più sottile il confine tra mansioni, competenze e ruoli professionali.
E proprio per questo i dubbi dei lavoratori meritano risposte chiare, non slogan.
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