
Il progetto dell’euro digitale continua a fare passi avanti e, questa volta, l’Italia si ritaglia un ruolo da protagonista. La Banca centrale europea ha infatti selezionato i 36 prestatori di servizi di pagamento che parteciperanno al progetto pilota previsto per la seconda metà del 2027, una fase decisiva per verificare il funzionamento della futura moneta digitale europea prima dell’eventuale lancio nel 2029.

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Tra gli operatori scelti figurano numerose realtà italiane, a conferma della solidità e dell’innovazione del nostro sistema dei pagamenti.
L’Italia in prima fila
Secondo quanto riportano Il Sole 24 Ore e il Corriere della Sera, sono stati selezionati Banca Monte dei Paschi di Siena, UniCredit, Isybank (Intesa Sanpaolo), Poste Italiane, Nexi, Numia e Banca Sella. Il Corriere inserisce nell’elenco anche Satispay, parlando complessivamente di otto operatori italiani coinvolti.
Al di là della differenza numerica tra le due ricostruzioni, il dato politico ed economico è evidente: nessun altro Paese può vantare una presenza così significativa nel progetto pilota della BCE.
È un riconoscimento che arriva dopo anni di lavoro svolto dalla Banca d’Italia e dagli operatori nazionali nello sviluppo delle infrastrutture di pagamento europee.
Come funzionerà la sperimentazione
La fase pilota prenderà il via nella seconda metà del 2027 e durerà dodici mesi.
Non sarà ancora il vero euro digitale, ma una versione sperimentale senza corso legale.
I test coinvolgeranno i dipendenti della BCE e delle banche centrali nazionali dell’Eurosistema, che utilizzeranno l’euro digitale per effettuare pagamenti online e offline presso esercenti selezionati.
L’obiettivo non è soltanto verificare il funzionamento della tecnologia, ma testare l’integrazione con gli attuali sistemi di pagamento, le procedure antiriciclaggio, la sicurezza informatica e l’esperienza d’uso per cittadini ed esercenti.
Un progetto sempre più concreto
Negli ultimi mesi abbiamo seguito tutte le tappe dell’euro digitale: il superamento delle resistenze politiche, il voto favorevole del Parlamento europeo, l’avvio del trilogo e ora la scelta degli operatori che parteciperanno alla sperimentazione. La roadmap della BCE rimane invariata:
- conclusione dell’iter legislativo entro il 2026;
- progetto pilota nel 2027-2028;
- eventuale introduzione dell’euro digitale nel 2029.
Ogni passaggio conferma che il progetto sta uscendo dalla fase teorica per entrare in quella operativa.
Perché è importante
La selezione degli operatori dimostra che la BCE non sta costruendo un sistema alternativo al mercato, ma un’infrastruttura pubblica che nascerà insieme agli intermediari privati.
Saranno infatti proprio banche, istituti di pagamento e fintech a distribuire l’euro digitale ai cittadini, integrandolo nei servizi già esistenti.
In questo senso il progetto rappresenta una collaborazione tra pubblico e privato, con l’obiettivo di rafforzare l’autonomia europea nei pagamenti senza stravolgere il sistema attuale.
Il commento di Max
In questi mesi si è parlato molto dell’euro digitale, spesso alimentando paure che poco hanno a che vedere con il progetto reale.
La notizia di oggi racconta invece un’altra storia: quella di un’Europa che sta costruendo, passo dopo passo, una propria infrastruttura dei pagamenti e di un’Italia che non assiste da spettatrice, ma partecipa da protagonista.
La presenza di un numero così elevato di operatori italiani dimostra che il nostro sistema bancario, quello dei pagamenti e quello fintech sono considerati partner affidabili dalla BCE.


È anche la conferma di quanto avevano sostenuto nei mesi scorsi Piero Cipollone (nella foto a sx) e Chiara Scotti (nella foto a dx): il successo dell’euro digitale passerà dalla collaborazione tra banche centrali, banche commerciali e operatori privati.
Se il progetto arriverà davvero nel 2029, una parte importante di quel risultato parlerà anche italiano.

Andrea Rinaldi, Corriere della Sera, 15 luglio 2026.
I.B., Il Sole 24 Ore, 15 luglio 2026
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