Il ministro dell’Economia apre alla possibilità di prescrizioni sull’Opas Intesa-Mps. Il Tesoro prepara l’uscita definitiva dal Monte, mentre si riaccende il dibattito sul ruolo dello Stato nel sistema bancario

Fino a pochi giorni fa il messaggio sembrava semplice: il governo avrebbe osservato il risiko bancario senza interferire, limitandosi a completare l’uscita dello Stato da Monte dei Paschi di Siena. L’audizione del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario ha però aggiunto un elemento nuovo che merita attenzione.
Formalmente il governo continua a definirsi “neutrale” rispetto alle operazioni in corso. Nella sostanza, però, Giorgetti ha aperto uno spiraglio all’utilizzo del Golden Power anche nell’ambito dell’Opas lanciata da Intesa Sanpaolo su Mps.
Le parole utilizzate dal ministro sono state prudenti, ma significative. L’operazione non sarebbe destinata a essere bloccata, tuttavia potrebbero essere introdotte prescrizioni per garantire la concorrenza sui territori, l’accesso al credito per le piccole e medie imprese e la presenza di un adeguato livello di competizione bancaria.
Un passaggio che non è passato inosservato.
Da mesi il governo sostiene che il consolidamento del settore bancario sia un fenomeno inevitabile e, per certi aspetti, positivo. Le aggregazioni possono creare gruppi più solidi, più efficienti e maggiormente in grado di competere a livello europeo. Ma Giorgetti ha ricordato che esiste anche un’altra faccia della medaglia: la riduzione della concorrenza locale, la concentrazione degli sportelli e il rischio che famiglie e imprese si trovino con meno alternative.
È proprio su questo terreno che potrebbe inserirsi l’eventuale intervento dello Stato.
Il ministro ha inoltre ribadito un concetto già espresso nelle scorse settimane: la stagione dello Stato banchiere è finita. Il Tesoro uscirà definitivamente dal capitale di Mps, scegliendo il momento più opportuno per massimizzare il valore della quota residua del 4,86%, oggi valutata circa 1,6 miliardi di euro.
L’orientamento del Ministero dell’Economia sembra essere quello di procedere ancora una volta attraverso un collocamento accelerato sul mercato (Accelerated Book Building), soluzione che secondo i consulenti del Tesoro garantirebbe trasparenza ed efficienza.
Ma il punto politico resta un altro.
Per la prima volta dall’inizio della seconda fase del risiko, il governo lascia intendere che il Golden Power potrebbe non essere uno strumento riservato alle operazioni con soggetti stranieri. Secondo Giorgetti, la tutela della sicurezza economica e finanziaria nazionale può entrare in gioco anche quando i protagonisti sono tutti italiani.

Una posizione che ha immediatamente provocato reazioni politiche. La vicepresidente della Commissione Banche, Cristina Tajani (nella foto), ha invitato il ministro a chiarire meglio il significato delle sue dichiarazioni, ricordando che il governo dovrebbe mantenere il ruolo di arbitro e non di giocatore.
Il dibattito è aperto.
Nel frattempo Intesa Sanpaolo prosegue il proprio percorso verso l’assemblea chiamata ad approvare l’aumento di capitale a servizio dell’Opas, mentre Mps continua a valutare le possibili contromosse e Banco BPM resta sullo sfondo con la propria proposta di fusione.
Una cosa però appare chiara: il destino di Monte dei Paschi non dipenderà soltanto dai numeri, dalle sinergie industriali o dalle valutazioni degli advisor. Sempre più spesso, nelle dichiarazioni dei protagonisti, emergono temi come il presidio dei territori, il credito alle imprese, l’occupazione e la concorrenza.
Temi che riguardano direttamente lavoratori, clienti e comunità locali.
E forse è proprio questo il messaggio più importante arrivato dall’audizione di Giorgetti: il risiko bancario non è soltanto una partita finanziaria. È anche una questione politica, economica e sociale che avrà conseguenze concrete sui territori e sulle persone.

Corriere della Sera, 19 giugno 2026, Andrea Ducci, «L’Opas su Mps? Governo neutrale. Ma per Intesa possibili prescrizioni». Domani, 19 giugno 2026, Lisa Di Giuseppe, «Golden power anche tra banche italiane. Giorgetti “minaccia” l’Opas di Intesa su Mps». Il Foglio, 19 giugno 2026, Editoriale, «Giorgetti alza il sopracciglio su Intesa-Mps». Il Messaggero, 19 giugno 2026, Andrea Bassi e Andrea Pira, «Giorgetti sia arbitro, non giocatore». Milano Finanza, 19 giugno 2026, Anna Di Rocco, «Il Mef venderà Mps sul mercato». la Repubblica, 19 giugno 2026, Giuseppe Colombo, «Giorgetti su Intesa-Mps: il Tesoro è neutrale ma prescrizioni possibili».
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