
COMMENTI PRESENTI n. 5

E dunque il tavolo è finalmente partito. Il 17 settembre si è svolto nella Tower di Milano il primo incontro per il rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale del Gruppo Unipol, quello che avevamo annunciato nei giorni scorsi con una certa curiosità e, inutile nasconderlo, anche con qualche aspettativa (vedi post CIA Unipol, il 17 settembre si parte. Ora la parola passa alla trattativa 14 settembre).
Il comunicato unitario arrivato dopo l’incontro, però, non ci aiuta molto a capire come sia andata.
First-Cisl, Fisac-Cgil, FNA, SNFIA e Uilca-Uil fanno sapere di avere illustrato all’Azienda la piattaforma precedentemente approvata dalle lavoratrici e dai lavoratori nelle assemblee e di avere richiamato unitariamente i suoi «pilastri fondamentali», sottolineando l’importanza di affrontare il confronto con responsabilità e di consolidare «sane e proficue relazioni sindacali».
E quali reazioni sono arrivate dall’altra parte del tavolo? Per ora praticamente nessuna. Unipol ha preso atto delle rivendicazioni e si è riservata di rispondere nel prossimo incontro, fissato per 9 ottobre a Bologna.
Tutto qui. Non è necessariamente una cattiva notizia. Era il primo appuntamento e, come avevamo scritto prima dell’incontro, sarebbe stato probabilmente un incontro soprattutto propedeutico, dedicato all’illustrazione della piattaforma. Sarebbe quindi sbagliato pretendere che dopo poche ore di confronto fossero già comparsi accordi, concessioni o chiusure aziendali.
Però consentiteci almeno una piccola osservazione: il comunicato sindacale è talmente scarno che non ci permette nemmeno di capire quale sia stato il clima del confronto.
Nessuna indicazione sulle prime reazioni aziendali, nessun tema sul quale Unipol abbia mostrato maggiore o minore interesse, nessuna valutazione politica delle Organizzazioni Sindacali sull’incontro. Soltanto una piattaforma illustrata, un’Azienda che «prende atto» e una risposta rinviata al 9 ottobre.
Insomma, per capire se sia stata davvero “buona la prima”, dovremo aspettare la seconda.
Intanto, però, altrove i contratti si rinnovano
Quasi contemporaneamente arriva una notizia che merita attenzione.
Il 16 settembre è stata raggiunta l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL Assicoop, che dovrà ora essere sottoposta alle lavoratrici e ai lavoratori dopo i necessari passaggi formali.
Ripetiamolo per evitare equivoci: non stiamo confrontando due contratti dello stesso livello. Il CIA Unipol è un contratto integrativo aziendale, mentre quello Assicoop è un contratto collettivo nazionale. Non avrebbe quindi senso mettere le cifre una accanto all’altra e stabilire chi abbia ottenuto di più.
Ci interessa piuttosto osservare quali temi riescano oggi a entrare concretamente in un accordo sindacale.
E l’elenco Assicoop è tutt’altro che scarno. C’è un aumento tabellare a regime di 153,44 euro per la figura media, con decorrenze scaglionate, ma soprattutto compare una clausola automatica collegata all’IPCA NEI: negli anni previsti verrà verificata l’inflazione dell’anno precedente e, qualora risultasse superiore all’aumento contrattuale concordato, il differenziale verrà riconosciuto sul tabellare. Una tutela che continuerà ad agire anche dopo la scadenza del contratto, fino al rinnovo successivo.
Viene inoltre eliminata dal 2027 la penalizzazione economica prevista per i neoassunti, mentre il contributo aziendale alla previdenza complementare salirà progressivamente dall’attuale 2,50% al 4%.
Sul versante sanitario viene aumentato il contributo aziendale alla polizza e ampliate le prestazioni; entro il 2028 dovrà inoltre essere introdotta nelle aziende che ancora ne sono prive una polizza temporanea caso morte con un massimale minimo individuale di 70.000 euro.
E poi arrivano alcuni temi che sul nostro blog abbiamo incontrato parecchie volte.
E compare persino lo smart working emergenziale
Nel nuovo accordo Assicoop è prevista la possibilità, in presenza di eventi climatici estremi, allerte gravi o ordinanze pubbliche di chiusura di scuole e uffici, di attivare nelle zone interessate lo smart working oppure, in alternativa, di concedere specifici permessi retribuiti fino alla conclusione dell’emergenza.
Quando ho letto questo punto, confesso che mi è venuto spontaneo pensare alle vicende che abbiamo raccontato nei mesi scorsi in Unipol.
Caldo, problemi agli impianti, situazioni eccezionali e tutte quelle circostanze nelle quali ci siamo chiesti più volte perché il lavoro agile non potesse essere utilizzato almeno come strumento organizzativo di emergenza.
Assicoop mette nero su bianco proprio questa possibilità.
Non significa naturalmente che la stessa soluzione debba necessariamente essere inserita nel CIA Unipol. Significa però che non stiamo più parlando di fantascienza sindacale: è una materia che può essere regolata contrattualmente.
E non è l’unica. L’accordo Assicoop introduce esplicitamente il diritto alla disconnessione: al di fuori dell’orario individuale di lavoro e durante le assenze legittime non può essere richiesto al dipendente di accedere o collegarsi ai sistemi informativi aziendali prima della ripresa dell’attività. Vengono inoltre esclusi dal comporto i giorni necessari per visite e somministrazione di terapie salvavita, viene riconosciuto l’oblio oncologico nell’ambito lavorativo e viene portato a quindici giorni lavorativi il termine per rispondere alle contestazioni disciplinari.
E allora torniamo alla Tower
Tutto questo rende ancora più interessante ciò che accadrà al tavolo Unipol. La piattaforma è stata presentata. I sindacati hanno richiamato quelli che definiscono i loro «pilastri fondamentali». L’Azienda ha ascoltato e si è presa qualche settimana per preparare la risposta.
Il 9 ottobre, a Bologna, non ci sarà più soltanto da “prendere atto”.
Quella sarà probabilmente la prima occasione nella quale potremo capire quali richieste Unipol considera trattabili, quali intende approfondire e sulle quali, eventualmente, ritiene invece che esistano distanze. E sarà interessante vedere cosa accadrà sui temi economici, sul welfare, sulla previdenza, sull’organizzazione del lavoro, sulla conciliazione vita-lavoro, sulle nuove tecnologie e sull’intelligenza artificiale. E naturalmente continueremo a cercare, magari con la lente d’ingrandimento, quelle due paroline che da queste parti sembrano avere acquisito un fascino quasi proibito: smart working.
Non sappiamo come finirà e sarebbe prematuro esprimere giudizi dopo il primo incontro. Possiamo però esprimere un auspicio.
Un Gruppo che negli ultimi anni è cresciuto enormemente, che produce risultati economici importanti e che sta progettando operazioni destinate a modificarne ulteriormente dimensioni e peso nel sistema finanziario italiano ha davanti a sé l’occasione di accompagnare questa crescita anche con un contratto integrativo moderno e ambizioso per le persone che vi lavorano.
I sindacati chiedono «sane e proficue relazioni sindacali». Benissimo. Il 17 settembre ci sono state le presentazioni.
Il 9 ottobre cominceremo probabilmente a capire se, oltre alle sane relazioni, arriveranno anche quelle proficue. E noi saremo qui a raccontarlo.
TylerPaolo
Confermo quello che ha scritto @Matricolauno. Ieri il sindacato ha comunicato di aver illustrato all’Azienda la “Piattaforma, precedentemente approvata nelle assemblee dalle Lavoratrici e dai Lavoratori del Gruppo”. Questa piattaforma non prevede alcuna richiesta sul tema dello smart working. Pertanto su questo blog, alla macchina del caffè o in qualsiasi altra sede se ne può parlare anche tutti i giorni, ma la realtà è che in Unipol questa modalità di organizzazione del lavoro non ci sarà mai, non solo per volontà del suo sovrano, ma anche per la cronica passività dei sindacati.
Io continuerò a parlarne
Da Facebook
Silvia Giardini
·
Concordo sulle osservazioni fatte!
Aggiungo che la scelta di vedersi nella Tower milanese ha sicuramente escluso folti gruppi di sindacalisti, quindi confronto pressoché ridotto, se non assente, tutto ciò strumentale per arrivare in fretta e
Senza intoppi ad un accordo.
Si dice poco per spiegare ancora meno.
Un copia e incolla della scorsa trattativa sul CCNL: comunicati insignificanti e uno sprint per finire velocemente con meno chiasso possibile.
Magari lo smart arriverà per grazia ricevuta, concordo con Massimo, non bisogna mai smettere di sperarci.Intanto oltre al comunicato sul Cia le novità di questi giorni sono la survey sulla reputazione ( avevo iniziato a farla poi mi veniva da ridere e ho lasciato perdere) e il surreale articolo che racconta di quanto la nostra azienda stia facendo per contrastare il cambiamento climatico e l’inquinamento…anzi no, ci sarebbe poi anche l’invito del sindaco in vista del Cersaie a ” fare ricorso allo smart per le aziende con sede in zona fiera”
Smart working per il Cersaie? Sia mai!!! Anzi tutti presenti!!! Così non calerà la Co2 ma saremo più squadra