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CCNL bancari, Patuelli promette un rinnovo veloce. Ma il primo contratto dell’era AI non può essere un’occasione perduta

Angelo De Mattia, su MF-Milano Finanza, richiama la portata storica del rinnovo contrattuale, mentre Antonio Patuelli, sul Sole 24 Ore, invita a considerare la complessità della piattaforma sindacale e si dice fiducioso sui tempi. Intanto le risposte economiche e normative continuano a mancare.

Immagine generata da ChatGPT in relazione al contenuto del post

De Mattia: il primo contratto dei bancari nell’era dell’intelligenza artificiale

C’è un passaggio dell’articolo di Angelo De Mattia (nella foto) che considero particolarmente importante, perché invita a guardare al rinnovo del contratto nazionale dei bancari non soltanto come a una trattativa sugli aumenti salariali, sugli orari e sulle altre rivendicazioni della piattaforma sindacale, ma come a un appuntamento destinato a definire il ruolo delle lavoratrici, dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali in una fase di trasformazione del settore che presenta caratteristiche nuove rispetto al passato.
De Mattia ricorda che le banche stanno affrontando contemporaneamente un’intensa stagione di aggregazioni, profonde riorganizzazioni aziendali e l’introduzione di tecnologie sempre più avanzate, con particolare riferimento all’intelligenza artificiale generativa, le cui conseguenze sull’occupazione, sulle mansioni, sulle professionalità e sull’organizzazione del lavoro sono ancora in larga parte da governare.
Il giornalista richiama anche la propria esperienza delle relazioni sindacali bancarie negli anni Settanta, quando si discuteva se le organizzazioni dei lavoratori dovessero essere informate soltanto delle decisioni già assunte oppure coinvolte, attraverso il confronto informativo, anche nelle fasi precedenti alla loro attuazione.
È un ricordo che considero tutt’altro che nostalgico, perché quella distinzione continua a rappresentare uno dei problemi fondamentali delle relazioni industriali: il sindacato deve limitarsi a gestire le conseguenze delle decisioni aziendali oppure deve poter intervenire quando quelle decisioni sono ancora in fase di progettazione?
De Mattia esclude che questo significhi introdurre forme generalizzate di cogestione o codeterminazione, ma sostiene la necessità di rafforzare gli strumenti di confronto a livello nazionale e aziendale, affinché le trasformazioni siano accompagnate da un’informazione ampia, documentata e priva di tatticismi.
Ed è proprio questo, a mio avviso, il punto che merita maggiore attenzione, perché l’intelligenza artificiale non rappresenta semplicemente un nuovo strumento informatico da introdurre nelle banche, ma una tecnologia destinata a modificare processi decisionali, organizzazione del lavoro, sistemi di controllo, competenze professionali e, potenzialmente, gli stessi livelli occupazionali.
Un contratto nazionale che si limitasse a prevedere generici impegni alla formazione o dichiarazioni di principio sulla centralità delle persone rischierebbe di diventare rapidamente insufficiente, mentre servirebbero regole capaci di garantire un confronto preventivo sulle innovazioni, una valutazione dei loro effetti sull’occupazione e strumenti concreti di riqualificazione professionale.

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Patuelli: una piattaforma complessa, ma il rinnovo sarà veloce

Il giorno successivo all’incontro del 26 ottobre, dal quale le organizzazioni sindacali erano uscite lamentando ancora l’assenza di risposte concrete, è intervenuto il presidente dell’ABI, Antonio Patuelli (nella foto) , che ha definito la piattaforma sindacale un documento di particolare complessità, paragonandola a un vero codice del diritto del lavoro bancario piuttosto che a un semplice elenco di richieste.
Patuelli ha spiegato che la piattaforma richiede una valutazione complessiva da parte delle banche e un confronto con le organizzazioni sindacali, aggiungendo di ritenere che anche questo rinnovo sarà tra quelli conclusi più rapidamente rispetto alle tempistiche di altri contratti collettivi.
È un’affermazione che merita di essere letta con attenzione, perché da una parte riconosce la complessità e l’importanza delle questioni poste dai sindacati, mentre dall’altra esprime una valutazione positiva sulla velocità del negoziato che sembra piuttosto distante dal giudizio formulato dalle cinque organizzazioni sindacali dopo l’ultimo incontro.
Naturalmente Patuelli potrebbe riferirsi ai tempi complessivi dei rinnovi contrattuali nel panorama italiano, dove non mancano accordi sottoscritti dopo ritardi ben più lunghi, e sarebbe quindi scorretto interpretare le sue parole come la promessa di una firma entro una data precisa.
Tuttavia, il contratto dei bancari è scaduto il 31 marzo, la piattaforma sindacale è stata presentata da tempo e, dopo diversi incontri, non risulta ancora formulata una proposta economica dell’ABI.
Mi sembra quindi legittimo chiedersi quale significato concreto debba essere attribuito alla prospettiva di un rinnovo veloce, soprattutto considerando che la richiesta sindacale di 518 euro mensili e quella di ridurre l’orario di lavoro a 35 ore rappresentano soltanto due dei capitoli di una piattaforma molto più ampia.

Il vero nodo: chi governerà le trasformazioni delle banche?

Le riflessioni di De Mattia e le dichiarazioni di Patuelli possono sembrare riferite a questioni differenti, ma in realtà convergono su un interrogativo fondamentale: quale funzione dovrà svolgere il contratto nazionale in un sistema bancario sempre più concentrato e tecnologicamente avanzato?


Abbiamo già osservato, commentando le dichiarazioni di Lando Maria Sileoni (nella foto) del 26 ottobre (vedi post CCNL bancari, i numeri degli utili e il vero nodo della trattativa 26 ottobre), che una delle questioni più delicate riguarda il rapporto tra contrattazione nazionale e contrattazione aziendale, perché stabilire quali materie debbano essere disciplinate dal CCNL e quali affidate ai singoli gruppi bancari significa decidere quale livello di tutela comune dovrà essere garantito a tutti i lavoratori.
La riflessione di De Mattia rafforza questa preoccupazione, perché l’intelligenza artificiale potrebbe accentuare le differenze tra grandi gruppi e banche di minori dimensioni, sia per la disponibilità di risorse tecnologiche sia per la capacità di accompagnare le trasformazioni attraverso percorsi di formazione e riqualificazione.
Non credo che tutte le decisioni organizzative debbano essere trasferite al tavolo nazionale, ma ritengo indispensabile che il contratto stabilisca diritti di informazione e confronto preventivo, garanzie sull’utilizzo dei sistemi automatizzati, strumenti di tutela delle professionalità e principi comuni per la gestione degli effetti occupazionali.
La contrattazione aziendale dovrebbe poi sviluppare e migliorare queste garanzie, adattandole alle caratteristiche dei singoli gruppi, senza trasformarsi nel luogo nel quale vengono progressivamente trasferite materie che dovrebbero invece rimanere patrimonio comune dell’intera categoria.
Del resto, le banche stanno già utilizzando sistemi di intelligenza artificiale in numerosi ambiti operativi e la diffusione di strumenti generativi e agenti autonomi potrebbe accelerare ulteriormente il cambiamento, rendendo necessario un aggiornamento delle relazioni industriali che non può essere affidato soltanto alla buona volontà delle singole aziende.

E i nostri amici di BusinessOnline?

Visto che nelle scorse settimane ci siamo occupati più volte degli articoli di Marianna Bassetti su BusinessOnline, sono andato a controllare se fossero arrivati nuovi resoconti della trattativa.
Al momento della verifica non ho trovato un nuovo articolo indicizzato che racconti l’esito dell’incontro del 26 ottobre o le dichiarazioni di Patuelli del 27 ottobre. L’ultimo approfondimento specifico sul negoziato che sono riuscito a rintracciare è quello pubblicato il 14 ottobre, relativo all’incontro del giorno precedente.In quell’articolo BusinessOnline scriveva che il terzo incontro di ottobre aveva ancora una data da definire, mentre erano già stati annunciati gli appuntamenti del 26 e del 29 ottobre.
Evidentemente, dopo averci raccontato nei mesi precedenti incontri dell’8 e del 21 settembre ce non si erano svolti, questa volta la prudenza sembra aver avuto la meglio.
Non vorrei che la nostra attenzione avesse prodotto un effetto indesiderato: prima avevamo notizie di incontri che non si sono svolti, adesso rischiamo di non avere notizie nemmeno degli incontri che si sono svolti davvero!
Naturalmente la battuta non sostituisce la verifica dei fatti, ma qualche sorriso, dopo settimane di trattative senza risultati concreti, credo che possiamo ancora permettercelo.


Angelo De Mattia, MF-Milano Finanza, rubrica Contrarian, 28 ottobre 2026 – «Attenzione al nuovo contratto dei bancari, il primo dell’era AI».
Il Sole 24 Ore – Lavoro24, 28 ottobre 2026 – «Contratto bancari, Patuelli: rinnovo veloce». Dichiarazioni del presidente ABI Antonio Patuelli del 27 ottobre, riportate anche dall’agenzia Radiocor.


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Pubblicato da Massimo Masi

Blog di Massimo Masi. Bolognese di nascita, piantato nella pianura, con una forte propaggine verso il mare. Non sono più quello di ieri, non so come sarò domani. Ma posso dirti come sono oggi, con i miei ieri (Alda Merini)

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