Il Consiglio direttivo dell’ABI avrebbe dovuto chiarire il mandato negoziale del CASL. Ma, al 23 ottobre, non emerge un resoconto pubblico delle decisioni assunte. Intanto Sileoni alza i toni e la trattativa si avvicina all’appuntamento del 26 ottobre.


Il 21 ottobre avrebbe dovuto rappresentare un passaggio importante nella difficile trattativa per il rinnovo del contratto nazionale dei bancari, scaduto il 31 marzo scorso, perché il Consiglio direttivo dell’ABI era stato convocato per definire quel mandato di percorso che avrebbe dovuto consentire al Comitato per gli affari sindacali e del lavoro, presieduto da Ilaria Dalla Riva (nella foto), di affrontare il confronto con le organizzazioni sindacali con indicazioni più precise.

La notizia era stata anticipata da Cristina Casadei (nella foto) sul Sole 24 Ore, dopo l’insoddisfacente incontro del 13 ottobre, durante il quale erano stati affrontati circa 120 punti della piattaforma sindacale, con numerose risposte negative e poche aperture (vedi post CCNL bancari, l’ABI dice troppi no. I sindacati chiedono una visione del futuro, ma la trattativa è già in salita 14 ottobre e CCNL bancari, 120 richieste e troppi no. La FABI fa volare le chiacchiere, BusinessOnline ritrova un incontro vero 15 ottobre).
Ebbene, siamo al 23 ottobre e, nonostante le ricerche effettuate, non ho trovato un resoconto pubblico che chiarisca quali decisioni siano state assunte dal Consiglio direttivo ABI del 21 ottobre, né una comunicazione che permetta di capire se il CASL abbia effettivamente ricevuto un mandato negoziale più ampio. E nemmeno la sempre ben informata Cristina Casadei ha fornito notizie o anticipazioni.
Attenzione, questo non significa che la riunione non si sia svolta o che non siano state assunte decisioni, ma semplicemente che, almeno sulla base delle informazioni pubblicamente disponibili che ho potuto verificare, non sappiamo quale sia stato il suo esito.
Una situazione quantomeno curiosa, considerando che proprio quella riunione era stata indicata come un possibile momento di svolta per una trattativa che, fino a oggi, sembra procedere più attraverso rinvii e dichiarazioni di insoddisfazione che attraverso risultati concreti.
Il 22 ottobre Sileoni alza i toni


Una novità, però, è arrivata il 22 ottobre, quando Jole Saggese (nella foto), per Adnkronos, ha pubblicato un’intervista al segretario generale della FABI, Lando Maria Sileoni (nella foto), nella quale il giudizio sull’andamento della trattativa si fa ancora più severo.
Sileoni torna sul problema dell’insufficienza del mandato negoziale del CASL e avverte che, se le banche continueranno a rinviare le risposte, la FABI potrebbe rivedere al rialzo le richieste economiche per tenere conto dell’inflazione.
Ma soprattutto prospetta iniziative sindacali molto più incisive, fino al possibile congelamento dei rapporti sindacali e ad azioni che potrebbero interferire con la gestione delle operazioni straordinarie in corso nel settore.
Sono dichiarazioni che meritano attenzione, perché collegano direttamente il rinnovo contrattuale al risiko bancario, che secondo le valutazioni sindacali starebbe condizionando la disponibilità delle banche a entrare realmente nel merito delle richieste.
Resta il fatto che, almeno pubblicamente, non emerge ancora quella svolta negoziale che le organizzazioni sindacali avevano sollecitato.

Devo ammettere che questa volta la situazione presenta un aspetto quasi paradossale: ci troviamo di fronte a una riunione ufficialmente annunciata come importante della quale, a due giorni di distanza, non riusciamo a conoscere le conclusioni.
E pensare che questa volta non ci è venuto in soccorso nemmeno BusinessOnline, che nelle scorse settimane era riuscito a raccontare nei dettagli incontri mai avvenuti. Evidentemente anche la fantasia ha i suoi limiti: inventarsi il resoconto di una riunione è una cosa, indovinare che cosa abbiano deciso i banchieri a porte chiuse è tutta un’altra faccenda!
Una domanda mi sembra inevitabile: se il 21 ottobre doveva servire a chiarire il mandato del CASL, perché non è ancora possibile sapere pubblicamente che cosa sia stato deciso?
Non pretendo che ogni riunione interna dell’ABI debba concludersi con una conferenza stampa, ma quando un appuntamento viene presentato come un passaggio significativo per una trattativa che riguarda circa 260mila lavoratrici e lavoratori, credo sia legittimo aspettarsi almeno qualche indicazione sul suo esito.
Intanto Sileoni minaccia un irrigidimento della posizione sindacale e arriva a evocare conseguenze anche per le operazioni straordinarie delle banche, confermando quanto il risiko e il rinnovo contrattuale rischino di diventare due partite sempre più intrecciate.
Il prossimo appuntamento è fissato per il 26 ottobre, seguito da quello del 29 ottobre, e sarà interessante verificare se il CASL arriverà finalmente al tavolo con una posizione più definita oppure se assisteremo all’ennesima discussione sui singoli capitoli della piattaforma, senza conoscere le reali disponibilità della controparte.
Per il momento, dopo tanti no alle richieste sindacali, manca ancora una risposta alla domanda più semplice: che cosa hanno deciso i banchieri il 21 ottobre?

L’elemento nuovo è confermato dall’intervista di Jole Saggese a Lando Maria Sileoni, pubblicata da Adnkronos il 22 ottobre 2026 e ripresa anche dal sito ufficiale della FABI.
Scopri come utilizzo l’IA per testi, immagini, ricerche e approfondimenti e quale parte del lavoro rimane sempre mia.
Leggi come utilizzo l’IA nel blog →
Tempo impiegato per realizzazione e pubblicazione articolo: 45 minuti