
Per mesi il governo tedesco aveva parlato di un’operazione “ostile”, contestando apertamente la scalata di UniCredit a Commerzbank. Oggi, però, qualcosa sembra essere cambiato.

Le parole del cancelliere Friedrich Merz (nella foto) rappresentano probabilmente il primo vero segnale di una svolta politica: «Non stiamo impedendo questa fusione o acquisizione e non abbiamo mai cercato di farlo». Una precisazione che, pur accompagnata dalla critica alle modalità con cui Andrea Orcel ha costruito la sua partecipazione, lascia intendere che Berlino stia ormai prendendo atto della nuova realtà.
Il mercato ha parlato
Con il 47,59% del capitale già in mano a UniCredit e una posizione che potrebbe superare il 50% considerando anche i derivati ancora disponibili, la partita finanziaria appare ormai largamente indirizzata.
La vera sfida si sposta quindi dal mercato ai tavoli istituzionali.

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Il governo tedesco continua a detenere oltre il 12% di Commerzbank e resta un interlocutore imprescindibile per affrontare i temi più delicati: occupazione, governance, ruolo di Francoforte come centro finanziario e sostegno alle imprese tedesche.
Dal confronto allo sviluppo del progetto industriale
L’impressione è che Berlino stia passando dalla fase dello scontro a quella del negoziato.
Non significa che siano cadute tutte le resistenze. Significa, piuttosto, che il governo tedesco sembra voler incidere sul futuro della banca attraverso il dialogo, più che attraverso l’opposizione.
Per Andrea Orcel questo rappresenta un passaggio fondamentale. Il progetto industriale prevede infatti, dopo le autorizzazioni della BCE e delle altre autorità europee, il rinnovo della governance di Commerzbank nel 2027 e, successivamente, l’integrazione con HypoVereinsbank.
Una trasformazione che richiederà ancora diversi anni e che difficilmente potrà prescindere da un’intesa con Berlino.
Intanto continua il risiko italiano
Mentre il dossier tedesco procede lungo il percorso autorizzativo, UniCredit continua a mantenere aperte alcune opzioni anche in Italia.

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Tra queste resta BdM Banca, l’ex Popolare di Bari, per la quale Mediocredito Centrale ha aperto la data room ai soggetti selezionati. Secondo indiscrezioni di mercato, anche UniCredit continua a seguire con attenzione il dossier, pur restando sullo sfondo.
È la conferma che il gruppo guidato da Orcel continua a muoversi contemporaneamente su più fronti, senza rinunciare a possibili opportunità di crescita.
Il commento di Max
Più che le parole, contano i toni. E quelli usati oggi da Friedrich Merz sono molto diversi rispetto ai mesi scorsi. Quando un governo passa dal definire un’operazione “ostile” al dire che non intende impedirla, significa che il confronto entra in una fase nuova. La battaglia finanziaria sembra ormai conclusa; adesso inizia quella diplomatica e industriale. Ed è probabilmente la parte più difficile.

Il Giornale, 16 luglio 2026 – Marcello Astorri, “UniCredit-Commerz, Berlino alla resa”
Milano Finanza, 16 luglio 2026 – Andrea Deugeni e Silvia Valente, “Giorgetti apre a UniCommerz”
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