Pubblicità

2 giugno: perché celebro la Festa della Repubblica ricordando Giacomo Matteotti

Immagine creata da ChatGPT in base al testo del post

La Festa della Repubblica voglio celebrarla a modo mio.
Non con una riflessione sulle polemiche politiche del momento, non con l’ennesimo dibattito tra maggioranza e opposizione, ma ricordando una figura che ha accompagnato tutta la mia vita politica e civile: Giacomo Matteotti.

Il 26 maggio 2026 la Camera dei Deputati ha dedicato ufficialmente lo scranno numero 14 a Giacomo Matteotti, apponendovi una targa commemorativa. È il seggio dal quale il deputato socialista pronunciò il suo celebre discorso del 30 maggio 1924, denunciando davanti al Parlamento le violenze, le intimidazioni e i brogli che avevano caratterizzato le elezioni del 6 aprile di quell’anno.

Uno dei discorsi più coraggiosi della storia italiana.
In quell’intervento Matteotti pronunciò parole che ancora oggi conservano una straordinaria attualità:

Voi volete ricacciarci indietro. Noi difendiamo la libera sovranità del popolo italiano, al quale mandiamo il più alto saluto e crediamo di rivendicarne la dignità, domandando il rinvio delle elezioni inficiate dalla violenza alla Giunta delle elezioni.

Pochi giorni dopo, il 10 giugno 1924, venne rapito e assassinato da una squadra fascista.
La storia ci ha consegnato anche una frase che sembra provenire da una tragedia greca e che, ancora oggi, mette i brividi:

Io il mio discorso l’ho fatto, ora voi preparate il discorso funebre per me.

Matteotti aveva capito perfettamente quale prezzo avrebbe potuto pagare per aver detto la verità.

Uno scranno che non sarà più occupato

La decisione della Camera di lasciare per sempre vuoto quello scranno rappresenta un gesto simbolico di grande valore.
Non è soltanto un omaggio a un uomo. È un richiamo permanente alla responsabilità della politica e alla fragilità della democrazia.
Per questo motivo mi ha colpito leggere che alla cerimonia fossero presenti soltanto una ventina di deputati della maggioranza di governo, forse anche meno.
Non voglio trasformare questa osservazione in una polemica. Ma sarebbe ipocrita fingere che l’assenza non abbia avuto un significato.

A oltre ottant’anni dalla Liberazione e dalla nascita della Repubblica, il rapporto con la storia del fascismo continua evidentemente a essere un terreno complesso e irrisolto per una parte della politica italiana.

La strada dell’antifascismo, inteso non come appartenenza ideologica ma come piena adesione ai valori democratici della Costituzione, appare ancora lunga e disseminata di ostacoli.

Matteotti, la Resistenza e la Repubblica

La Repubblica italiana nasce formalmente il 2 giugno 1946. Ma le sue radici affondano molto più indietro.

Affondano nel sacrificio di uomini come Giacomo Matteotti (nella foto), che ebbero il coraggio di opporsi alla violenza quando la violenza sembrava invincibile.
Affondano nella scelta di migliaia di donne e uomini che parteciparono alla Resistenza.
Affondano nell’idea che nessun potere possa essere al di sopra della libertà, della dignità e della sovranità popolare.
Per questo Matteotti non appartiene soltanto alla storia del socialismo italiano. Appartiene alla storia della Repubblica.

Il ricordo di Renato Romagnoli

Questo post non sarebbe completo se non ricordassi anche Renato Romagnoli (nella foto), uno degli ultimi partigiani bolognesi ancora viventi, scomparso nei giorni scorsi.
Mi hanno particolarmente colpito le parole con cui Stefano Massini lo ha ricordato e che allego:

https://www.repubblica.it/spettacoli/tv-radio/2026/05/29/video/stefano_massini_piazzapulita_morte_partigiano_romagnoli-425377304/?ref=RHRT-BG-P1-S1-T1-vd01

Con la morte di uomini come Romagnoli non perdiamo soltanto dei testimoni. Perdiamo pezzi di memoria viva, frammenti di un racconto che rischia di diventare sempre più distante.

Eppure è proprio quella memoria che continua a ricordarci da dove veniamo e perché la democrazia non può mai essere considerata acquisita una volta per tutte.

W il 2 giugno

Per questo oggi celebro la Festa della Repubblica ricordando Giacomo Matteotti e Renato Romagnoli.
Due uomini diversi, appartenenti a generazioni differenti, ma uniti dallo stesso filo rosso: la difesa della libertà.

W il 2 giugno.

W la Repubblica Italiana nata dalla Resistenza.

Google ha annunciato anche in Italia “Fonti Preferite”, una nuova funzione che permette ai lettori di scegliere quali siti e testate privilegiare nei risultati delle notizie. In pratica, non sarà più soltanto l’algoritmo a decidere cosa mostrarti: puoi indicare direttamente le fonti di cui ti fidi di più.
Se vuoi inserire il mio blog tra le tue fonti preferite, bastano pochi passaggi:
1) Apri Google (browser o app) e cerca un argomento come “banche”, “sindacato” o “assicurazioni”.
2) Scorri fino alla sezione “Notizie principali”.
3) Clicca sull’icona a forma di stella oppure su “Aggiungi fonti”.
4) Cerca il sito che preferisci e aggiungilo tra le fonti selezionate.
Se non compare nell’elenco, inserisci direttamente:
👉 www.massimomasi.altervista.org
5) Aggiorna la pagina: da quel momento i contenuti del blog avranno maggiore visibilità tra le tue notizie personalizzate
Pubblicità

Pubblicato da Massimo Masi

Blog di Massimo Masi. Bolognese di nascita, piantato nella pianura, con una forte propaggine verso il mare. Non sono più quello di ieri, non so come sarò domani. Ma posso dirti come sono oggi, con i miei ieri (Alda Merini)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.