
Ormai sta diventando una piccola tradizione di questo blog. Lanciamo una notizia, proviamo a leggerla andando un po’ oltre il comunicato ufficiale e il giorno dopo ci ritroviamo con mezza rassegna stampa nazionale che discute esattamente degli stessi temi.

👉 Unipol: il piano di Carlo Cimbri, MPS prenderà il posto di BPER e sarà il secondo polo bancario italiano 28 agosto
Non sarà sempre così, naturalmente, e prima o poi arriverà anche il giorno in cui prenderemo una cantonata. Ma finché dura permettetemi di dirlo: bravi noi.

Ieri abbiamo dedicato ampio spazio all’intervista di Carlo Cimbri (nella foto) al Sole 24 Ore e soprattutto al punto che mi sembrava politicamente e industrialmente più importante: nel progetto di Unipol non sarà BPER ad assorbire MPS facendo scomparire il Monte, ma sarà MPS a diventare la capofila del nuovo secondo polo bancario italiano, con sede centrale a Siena e con l’integrazione di BPER prevista nella fase successiva.
Una differenza che può sembrare semantica e invece cambia parecchio la rappresentazione dell’intera operazione. Ebbene, questa mattina basta aprire i giornali.

Il Fatto Quotidiano, con Carlo Di Foggia (nella foto) , sceglie una lettura soprattutto politica e titola: «Non vi toglieremo una banca», interpretando l’intervento di Cimbri come una rassicurazione rivolta non soltanto a Siena ma anche al Governo e al Partito Democratico. L’articolo insiste sul rapporto storico tra Unipol e il mondo cooperativo e sulle preoccupazioni della politica toscana per il possibile ridimensionamento del Monte.
Il Messaggero mette invece in primo piano l’italianità dell’operazione e il futuro ruolo di Siena: «Il Monte sarà una banca tutta italiana. Sede a Siena, hub per il Centro e Roma». Qui emerge un particolare interessante dell’intervista di Cimbri che merita di essere sottolineato: Siena non conserverebbe semplicemente una targa sulla porta di Rocca Salimbeni, ma potrebbe diventare il centro direzionale delle attività del nuovo gruppo per il Centro e il Sud Italia, con particolare attenzione a Roma.

Anche il Corriere della Sera, con Federico De Rosa e Daniela Polizzi (nella foto) , parla apertamente di un Cimbri che rassicura Siena. E registra una prima conseguenza politica importante: il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani considera le parole del presidente di Unipol un’apertura al confronto con le richieste provenienti dal territorio.
È probabilmente questo uno degli effetti più interessanti dell’intervista. Fino a pochi giorni fa il progetto Intesa-Unipol veniva spesso raccontato attraverso la parola più pericolosa possibile quando si parla di una banca storica: spezzatino. Cimbri prova invece a rovesciare completamente la narrazione. MPS non verrebbe smontata ma, dopo una prima fase di ridimensionamento della rete dovuta alle filiali destinate a Intesa, diventerebbe il perno di una banca più grande dell’attuale Monte.


Repubblica con Michele Bocci (nella foto) segue sostanzialmente la stessa impostazione e sottolinea tre garanzie: Siena, occupazione e ruolo di capofila di MPS. Giani (nella foto a sx) parla di «segnali positivi» e riconosce che alcune delle richieste avanzate dalle istituzioni locali sembrano aver trovato una risposta.

Il Sole 24 Ore, dopo avere pubblicato ieri l’intervista che ha acceso il dibattito, con Laura Galvagni (nella foto) oggi torna sulla vicenda proprio attraverso le parole di Giani, che parla di un «passo avanti per l’integrità di MPS». Interessante anche il richiamo alla Fondazione MPS, che il presidente della Toscana vorrebbe nuovamente rafforzata patrimonialmente per recuperare un ruolo più significativo sul territorio.

Infine La Stampa con Sandra Riccio (nella foto) riassume tutto in maniera molto efficace: «MPS sarà la seconda banca, il nome resta». Ed è probabilmente questa la sintesi più immediata del messaggio che Cimbri voleva far arrivare a Siena, ai lavoratori, alla politica e naturalmente al mercato.
Da BPER-MPS a MPS-BPER: non è solo una questione di nomi
C’è un elemento comune praticamente a tutti gli articoli di questa mattina ed è proprio quello che avevamo sottolineato ieri. Per mesi abbiamo parlato, anche su questo blog, di BPER-MPS. Dopo l’intervista di Cimbri dovremo probabilmente abituarci a rovesciare l’ordine: MPS-BPER.
E non è una questione estetica.
Nel progetto illustrato dal presidente di Unipol, il marchio Monte dei Paschi dovrebbe sopravvivere, Rocca Salimbeni dovrebbe restare la sede centrale, MPS dovrebbe diventare capofila e la futura banca avrebbe numeri decisamente importanti: oltre 250 miliardi di attivi, quasi 3.000 filiali, 230 miliardi di depositi, circa 200 miliardi di finanziamenti, più di 30.000 dipendenti e otto milioni di clienti.
Poi naturalmente tra le dichiarazioni e la realizzazione di un progetto industriale c’è di mezzo tutto ciò che conosciamo: l’esito dell’Opas di Intesa, le autorizzazioni, l’Antitrust, le contromosse di MPS, Banco BPM, Banca Generali e soprattutto il mercato.
Perché mentre Cimbri disegna il suo secondo polo, Luigi Lovaglio sta cercando di costruirne un altro.
Ed è proprio questo che rende il risiko di queste settimane straordinariamente interessante: ormai non si stanno più contendendo soltanto delle banche. Si stanno confrontando due idee diverse di come dovrà essere organizzato un pezzo importante del sistema finanziario italiano.
E il lavoro?
C’è poi un passaggio che continuerò a seguire con particolare attenzione. Cimbri ha detto chiaramente: nessun licenziamento, ma programmi di razionalizzazione attraverso accordi sindacali nelle banche coinvolte nell’integrazione.
È una frase rassicurante, ma la seconda parte non va dimenticata. Trentamila dipendenti, quasi tremila filiali e due grandi reti commerciali da integrare significano inevitabilmente sovrapposizioni, riorganizzazioni, mobilità professionale e territoriale, uscite volontarie e probabilmente un utilizzo importante del Fondo di solidarietà.
Quindi su questo torneremo. Eccome se torneremo. Per oggi, però, possiamo limitarci alla rassegna stampa.
Ieri avevamo scritto che MPS avrebbe preso il posto di BPER come capofila del progetto e che questa era forse la vera novità politica e industriale dell’intervista di Cimbri.
Ventiquattr’ore dopo Corriere della Sera, Repubblica, Il Fatto Quotidiano, Il Messaggero, La Stampa e naturalmente Il Sole 24 Ore discutono soprattutto di questo.
Ogni tanto possiamo anche concederci cinque minuti di autocompiacimento.
Bravi noi. Poi da domani torniamo seri.

Il Fatto Quotidiano, 29 agosto 2026, Carlo Di Foggia, «Non vi toglieremo una banca». Cimbri (Unipol) rassicura Pd e governo su Mps.
Il Messaggero, 29 agosto 2026, «Il Monte sarà una banca tutta italiana. Sede a Siena, hub per il Centro e Roma».
Corriere della Sera, 29 agosto 2026, Federico De Rosa e Daniela Polizzi, Montepaschi, Cimbri rassicura Siena. Giani: sì al confronto.
la Repubblica, 29 agosto 2026, Michele Bocci, Cimbri rassicura Siena sulla sede e i prestiti. Giani: «Segnali positivi».
Il Sole 24 Ore, 29 agosto 2026, Laura Galvagni, Giani apre a Cimbri: «Passo avanti per l’integrità di Mps».
La Stampa, 29 agosto 2026, Sandra Riccio, «Mps sarà la seconda banca, il nome resta». Così l’ad di Unipol rassicura Siena.
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