
La partita attorno a Monte dei Paschi si arricchisce di nuovi capitoli che, pur diversi tra loro, hanno un filo conduttore: aumentano l’incertezza mentre l’Opas di Intesa Sanpaolo continua il suo percorso.
Da una parte c’è l’inchiesta della Procura di Milano sulla scalata di Mps a Mediobanca, che ora coinvolge anche il Parlamento attraverso la richiesta di poter verificare eventuali messaggi tra l’ex direttore generale del Tesoro Marcello Sala e alcuni esponenti politici. Dall’altra emergono i chiarimenti richiesti dalla Consob sui contatti tra Mps e Banco Bpm, mentre continua il dibattito sulla possibile valorizzazione della partecipazione del 13,2% in Generali.

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La risposta di Mps alla Consob
Il Monte dei Paschi ha spiegato alla Consob che, dopo la proposta ricevuta da Banco Bpm l’8 giugno, è stato sottoscritto un accordo di riservatezza che ha consentito soltanto uno scambio preliminare di informazioni tra gli advisor finanziari e legali delle due banche.
Secondo quanto comunicato dall’istituto senese, non si sarebbe mai entrati in una vera fase negoziale. Gli approfondimenti avrebbero riguardato esclusivamente la fattibilità industriale, finanziaria, regolamentare e societaria di diverse possibili configurazioni dell’operazione.
Una ricostruzione che, tuttavia, sembra lasciare ancora aperti alcuni interrogativi. In particolare, restano senza una risposta esplicita le domande della Consob sulle eventuali strategie alternative che sarebbero state prese in considerazione nelle ultime settimane.
La carta Generali
Nel frattempo continua il dibattito sulla quota del 13,2% di Generali che Mps riceverebbe attraverso l’integrazione con Mediobanca.
Le ipotesi circolate sono numerose:
- vendita della partecipazione;
- distribuzione straordinaria agli azionisti;
- utilizizzo come leva finanziaria per eventuali operazioni alternative.
Sulla carta il valore della partecipazione supera gli 8 miliardi di euro. Nella pratica, però, ogni soluzione presenta ostacoli rilevanti.
Una distribuzione straordinaria ridurrebbe infatti il valore patrimoniale della banca; una vendita dovrebbe ottenere il via libera delle autorità e trovare un acquirente disposto ad assorbire una quota così rilevante senza incidere sul prezzo di mercato; un suo utilizzo per finanziare nuove operazioni richiederebbe un progetto industriale credibile e condiviso dagli azionisti.
Per questo motivo, quella che appare una carta molto forte rischia di essere, almeno nell’immediato, estremamente difficile da giocare.
L’inchiesta della Procura
Sul fronte giudiziario prosegue invece l’indagine della Procura di Milano sul presunto “concerto” nella scalata di Mps a Mediobanca.
I magistrati hanno chiesto al Parlamento l’autorizzazione per verificare l’esistenza di messaggi tra l’ex direttore generale del Tesoro Marcello Sala e alcuni parlamentari e membri del Governo, tra cui Giancarlo Giorgetti e Matteo Salvini.
La richiesta riguarda, almeno in questa fase, esclusivamente la possibilità di verificare l’esistenza delle conversazioni e valutarne l’eventuale rilevanza investigativa. Solo successivamente, qualora emergessero elementi utili, verrebbe eventualmente richiesta un’ulteriore autorizzazione per acquisirle formalmente.
L’inchiesta quindi prosegue, ma apre inevitabilmente un nuovo fronte anche sul piano istituzionale.

Corriere della Sera (Andrea Rinaldi); la Repubblica (Rosario Di Raimondo); Il Sole 24 Ore (Luca Davi; L. Ser.).
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