
L’assemblea annuale di ANIA ha confermato un dato ormai evidente: il settore assicurativo italiano gode di ottima salute. Premi raccolti per 182 miliardi di euro (+7,8%), oltre 1.000 miliardi di investimenti gestiti, un indice di solvibilità (Solvency Ratio) pari al 274%, circa 300 mila occupati e decine di miliardi restituiti ogni anno a famiglie e imprese attraverso risarcimenti e prestazioni.

Il presidente Giovanni Liverani (nella foto) ha rivendicato il ruolo delle compagnie assicurative come infrastruttura strategica del Paese, chiedendo un rapporto più stabile con il Governo e l’abbandono di quella che definisce la tentazione di considerare il settore un “bancomat fiscale” attraverso imposte straordinarie e prelievi retroattivi.
Il Governo, presente con numerosi ministri, ha raccolto parte delle proposte ma ha anche lanciato alcuni messaggi molto chiari.
Polizze catastrofali: il prossimo passo saranno le famiglie?
Dopo l’obbligo introdotto per le imprese, il tema delle coperture contro terremoti e alluvioni sembra destinato ad allargarsi anche alle abitazioni private.
Liverani ha proposto di partire almeno dagli immobili che hanno beneficiato di Superbonus e altri incentivi edilizi, mentre il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha lasciato intendere che il Governo è pronto ad accompagnare questo percorso anche attraverso il sistema di riassicurazione pubblica di SACE.
L’idea divide. Da una parte c’è chi sostiene che uno Stato non possa continuare a farsi carico integralmente dei danni provocati dagli eventi climatici estremi; dall’altra cresce il timore che si possa arrivare, gradualmente, ad un nuovo obbligo assicurativo per milioni di famiglie.
Più investimenti nell’economia italiana
Altro tema centrale è stato quello del risparmio.
Antonio Tajani ha ricordato i quasi 2.000 miliardi di euro fermi sui conti correnti degli italiani, chiedendo di convogliarne una parte verso investimenti produttivi.
Giorgetti ha invece rivolto una richiesta direttamente alle compagnie assicurative: acquistare più titoli di Stato italiani. Secondo il ministro, infatti, nonostante il miglioramento della situazione finanziaria del Paese, nel 2025 le assicurazioni hanno ulteriormente ridotto il peso dei BTP nei loro portafogli.
Previdenza integrativa e investimenti di lungo periodo
ANIA rilancia anche il tema della previdenza complementare. Tra le proposte figurano:
- un bonus destinato ai diciottenni da investire nella previdenza integrativa;
- maggiori incentivi fiscali;
- più investimenti nelle infrastrutture, nella sanità, nella transizione energetica e nell’intelligenza artificiale.
L’obiettivo dichiarato è utilizzare il grande patrimonio finanziario gestito dalle compagnie come leva per sostenere la crescita del Paese.
Il commento di Max
Tra i tanti numeri illustrati durante l’assemblea c’è però un’assenza che non passa inosservata. Si è parlato di investimenti, capitale, risparmio, titoli di Stato, polizze e sviluppo economico. Molto meno del fattore che rende possibile tutto questo: il lavoro delle persone.
Lo ha fatto notare perfino il segretario generale della UILCA, Fulvio Furlan, osservando come nella relazione del presidente Liverani sia mancato un adeguato riconoscimento del contributo delle lavoratrici e dei lavoratori del settore assicurativo, proprio mentre il recente rinnovo del CCNL ne aveva valorizzato il ruolo.
Ed è un’osservazione difficile da contestare. I bilanci record delle compagnie non nascono soltanto dagli investimenti finanziari o dai mercati favorevoli. Nascono soprattutto dalla professionalità, dalla competenza e dall’impegno quotidiano di decine di migliaia di persone. Se il settore vuole davvero proporsi come uno dei pilastri dello sviluppo economico italiano, allora il capitale umano dovrebbe occupare lo stesso spazio riservato al capitale finanziario.
Perché senza investimenti si cresce lentamente. Ma senza lavoratori motivati e valorizzati non si cresce affatto.
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